Il Saggiatore

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  • Nichi Vendola 

    Patrie

    Versione Standard

    Nichi Vendola

    «La mia patria è una nave corsara è un gioco, uno sbalzo un tormento ondulare non è fede amara di elmi di lame di sangue ma mito che langue nel circumnavigare nel rito dell’attraversamento occhi e braccia sempre in faccia ai mostri marini sempre a caccia di poveri cristi».

    Siamo nella magia del Salento, su uno scoglio pronti al tuffo, insieme a un bambino: nostro figlio. Poi siamo a Mosca, nella Piazza Rossa tutta coperta di neve. Siamo esuli a Los Angeles, oppure corriamo per le strade di Genova in fuga dai lacrimogeni. Vediamo Sarajevo e Baghdad martoriate dalla guerra, fremiamo nella sala d’attesa di un reparto maternità. Queste poesie di Nichi Vendola vibrano delle sue mille battaglie e formano una costellazione di infinite Patrie, linguistiche, emotive, culturali. Parole controcorrente rispetto al tempo che viviamo, parole che ospitano umanità, festeggiano il dono della diversità, invocano un patriottismo senza nazione o razza o genere; parole come cantieri, conflitti, gravidanze. La varietà di temi e ambientazioni si riflette in quella delle forme, dall’icasticità dell’ideogramma alla musicalità delle ballate e delle filastrocche. Sospesi tra passione e ideologia, questi versi sono pellicole cinematografiche, corpi vivi sulla scena, materia palpitante di desideri e allegrie e ansie e dolori. È una poesia, quella di Patrie, che non dice le cose: è le cose. Cose antiche, attuali o ancora da venire che, attraverso lo sguardo del poeta, giungono a vivere davanti a noi, sotto i nostri occhi.

    Nichi Vendola

    16.00
    Autore / Autrice : Nichi Vendola
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2021
  • Versione Standard

    Louise Glück

    «Il libro contiene solo ricette per l’inverno, quando la vita è dura.
    In primavera, chiunque può preparare una buona colazione.»

    Inverno. Il sole è un dono raro e apprezzato, la notte arriva troppo presto, il cibo ha un sapore più amaro. Sospesi in questo grigiore guardiamo indietro o avanti, ciò che è stato e che forse ci aspetta: colori più caldi riempiono le nostre estati di coperte stese tra gli aranci, di viaggi in macchina tra campi sconfinati che scorrono via in un finestrino. Ma ciò che il sole bacia proietta allo stesso tempo, dietro di sé, un’ombra più scura, ed è lì che l’inverno si annida: in una speranza o nel ricordo di una persona che abbiamo perso; in una gioia minuta, più duramente guadagnata, e dunque cento volte più preziosa.

    In Ricette per l’inverno dal collettivo le parole di Louise Glück ci rinfrancano come un camino acceso quando fuori, dalla finestra, vediamo la neve tingere di bianco l’erba. I suoi versi, nella loro meravigliosa e cruda semplicità, ci svelano memorie, suoni, voci e sensazioni che avevamo dimenticato, che sono suoi ma irrimediabilmente anche nostri, di tutti.

    Traduzione di Massimo Bacigalupo

    Louise Glück

    13.00
    Autore / Autrice : Louise Glück
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2022
  • Ida Travi

    I Tolki

    Versione Standard

    Ida Travi

    Chandra Livia Candiani l’ha definita «un’opera magica», Mariangela Gualtieri l’ha portata in teatro e al cinema provando a trasporre la «sua unica straordinaria musica»: per la prima volta viene raccolto in un unico volume il lavoro decennale di Ida Travi, la saga dei Tolki.

    Nel corso del tempo Ida Travi ha abitato i confini dell’editoria e della letteratura, anche se è sempre riuscita magicamente a rintracciare chi ama le parole e il loro mistero, di cui questi esseri chiamati Tolki sono l’incarnazione. Figure scontornate, residui d’una famiglia millenaria, parenti a venire, o antidiluviani: questi sono i Tolki, così Ida Travi li descrive.

    Sacri e miserabili, misteriosi e semplici, fantasmi provenienti dalla vita di ciascuno, una vita che teme di essere pronunciata. Usano un linguaggio povero, duro come una colpa, leggero come una liberazione. Si avvicinano ai loro lettori con circospezione, non sanno se fidarsi, se confidare i loro segreti, rivelare da dove vengono, cosa li anima, dove vanno. Se lo facessero, però, i lettori scoprirebbero da dove vengono le parole, cosa le anima e dove vanno: conoscerebbero il futuro del mondo.

    Ida Travi

    22.00
    Autore / Autrice : Ida Travi
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2024
  • Versione Standard

    Joan-Carles Mèlich

    Essere fragili è una riflessione filosofica e letteraria sulla vulnerabilità della nostra esistenza e sui modi in cui attraverso di essa possiamo crescere come individui e come società.

    Quando accettiamo che il nostro corpo è minato di ferite, cicatrici e dolore; quando consideriamo la condizione umana come precaria e transitoria, siamo di fronte a un bivio. Possiamo rifugiarci in un’idea di mondo in cui tutto è ordinato, privo di problemi, e appellarci a questo principio per dare un senso alla nostra vita, orientarla e dirigerla negando la possibilità e la potenza dell’imperfezione. Oppure possiamo affrontare con una critica radicale questo tipo di pensiero, per ritrovarci come corpi sì fragili, ma uniti. Ecco quindi che per Joan-Carles Mèlich la via non è la metafisica ma l’etica. Non nella forma di un insieme di regole da seguire, ma intesa come il perseguimento dell’empatia, del perdono, della compassione, dunque della cura di sé e dell’altro.

    In un saggio che prende spunto dalle opere di Virginia Woolf, Hannah Arendt, Rainer Maria Rilke, Emmanuel Lévinas e da Moby Dick, Mèlich prova a rispondere a un quesito: come possiamo farci carico della nostra fragilità? La risposta sta nel contatto – ossia nella «carezza» – tra corpi diversi; perché riconoscendoci vulnerabili insieme sapremo darci conforto gli uni con gli altri, fronteggiando paura e sofferenza grazie alla loro condivisione.

    Traduzione di Simone Cattaneo

    Autore / Autrice : Joan-Carles Mèlich
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2024
  • Olivia Laing

    Città sola

    Versione Standard

    Olivia Laing

    Città sola è il libro che ha rivelato il talento di Olivia Laing: un’opera che racconta in modo inedito la solitudine come sguardo sul mondo, come punto di partenza, come strumento rivoluzionario.

    C’è un filo invisibile che collega le esistenze di ognuno di noi. Alcune le accompagna per qualche anno, altre per una stagione intera; per qualcuno, poi, quel filo è lungo quanto la propria vita. È la solitudine, la più umana delle condizioni, la più vergognosa delle esperienze. Utilizzando unicamente la potenza della sua scrittura, Olivia Laing segue questo filo all’interno del labirinto di New York, facendo della propria solitudine un mezzo di conoscenza. Il risultato è un’esplorazione narrativa in cui si mescolano i ricordi personali e le storie di artisti che hanno sperimentato questa dimensione in modo autentico, nel dolore e nella creatività: dalle parole di visione e rabbia di Valerie Solanas, che tentò di uccidere Andy Warhol, ai silenzi dell’inserviente-artista Henry Darger, che dipinse decine di quadri meravigliosi e inquietanti senza mai mostrarli a nessuno; dagli esperimenti sociali di Josh Harris, che anticiparono l’isolamento di massa dei social, alle fotografie di David Wojnarowicz, che hanno raccontato l’emarginazione e la forza della diversità; dai danni sociali dello stigma dell’AIDS alla gentrificazione di luoghi simbolici come Times Square.

    Quest’opera è un racconto intimo e letterario che affronta le umiliazioni, le paure e le ossessioni comuni dello scoprirsi soli, con la speranza che rivelare significhi talvolta anche curare. Perché prima di tutto, come ricorda la stessa Laing, «la solitudine è un posto affollato».

    Traduzione di Francesca Mastruzzo

    Olivia Laing

    19.00
    Autore / Autrice : Olivia Laing
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2024
  • Versione Standard

    Jonathan B. Losos

    Come i gatti si sono evoluti per conquistare il mondo racconta la storia di come un felino carnivoro e predatore sia finito a sprofondare nei nostri divani, a poltrire sui nostri grembi, ad alzare la coda per segnalarci il suo affetto o la sua fame e, più in generale, a farci compagnia nelle nostre case.

    I gatti sono ancora vittime di luoghi comuni che poco hanno a che fare con la loro vera, variegatissima natura. Dalle differenze di razza e di manto – pelo lungo o pelo corto, grigio, bianco, nero o arancione, ma anche con o senza pelo – agli stereotipi sulla loro pigrizia e anaffettività, fino all’analisi di come pure nella comodità dei nostri appartamenti abbiano conservato i loro istinti predatori, questo libro ripercorre la loro evoluzione, dimostrando che, nonostante i meme, i video che popolano YouTube e i social, c’è ancora tanto da imparare sui gatti: perché fanno le fusa mentre i loro cugini della savana no? In quali modi gli antichi egizi li veneravano? Un ocelot potrebbe diventare un buon animale domestico?

    Mescolando passione, ironia e competenza con i risultati di studi scientifici e il contributo alla ricerca di nuove tecnologie come il tracciamento GPS e le telecamere poste sui collari – finalmente sappiamo cosa fanno quando spariscono per ore –, Jonathan B. Losos ci guida in un viaggio che segue le orme dei gatti e del loro rapporto con l’Homo sapiens, dalle prime specie di felidi in Africa fino all’esemplare che sonnecchia sui nostri caloriferi. Un viaggio che ci rivela le meraviglie della biologia evolutiva e come le specie, quando entrano in relazione fra loro, possano dare vita a qualcosa di incredibile.

    Traduzione di Eva Filoramo

    Autore / Autrice : Jonathan B. Losos
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2024
  • Nisargadatta Maharaj

    Alla sorgente dell’Essere

    Versione Standard

    Nisargadatta Maharaj

    Imparare a conoscere il proprio io è un percorso lungo e intimo, calpestato dai passi di chi ci ha preceduto e in attesa di quelli di chi ancora deve mettersi in cammino. Eppure la Conoscenza può – e deve – essere comunicata e trasmessa, come un fiume che porta l’acqua dalla fonte ad altri fiumi, laghi e mari. Alla sorgente dell’Essere raccoglie le conversazioni che il maestro spirituale Nisargadatta Maharaj ha tenuto nella sua bottega di tabacchi dell’allora Bombay tra il 1978 e il 1980 con i visitatori che giungevano da lui in cerca di risposte sulla propria identità, sull’esistenza terrena e sui confini del mondo e della vita.

    Con saggezza e ironia, alternando riferimenti alle Sacre scritture e agli insegnamenti del buddhismo zen, Maharaj illustra in queste pagine una pratica quotidiana, concreta e semplice. Secondo il maestro indiano la realtà in cui viviamo è infatti come un grande sogno collettivo: un film all’interno del quale la nostra mente proietta di continuo storie, ricordi, mette in scena affetti, amori, tragedie. Bisogna allora imparare a discernere, oltre l’«illusione dell’io», ciò che è assoluto da ciò che invece è finito. L’unica realtà è la consapevolezza presente: se una persona smette di identificarsi, al di là di ogni concetto, con il corpo e con la mente e riconosce la consapevolezza pura come il proprio stato naturale, il risveglio accadrà spontaneamente.

    Alla sorgente dell’Essere è una meditazione lenta e profonda che ci aiuta a slegarci dai lacci delle illusioni che ci circondano: a comprendere che la vera libertà non si trova cercando qualcosa di nuovo, ma lasciando andare ogni falsa identificazione.

    Traduzione di Giovanni Turchi

    Autore / Autrice : Nisargadatta Maharaj
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2025
  • Versione Standard

    Simone de Beauvoir 

    Nel 1975, mentre sono ormai all’apice della loro fama e della loro influenza sul panorama culturale europeo, Simone de Beauvoir e Jean- Paul Sartre decidono di riflettere, questa volta insieme e pubblicamente, sulla condizione della donna e sul femminismo.

    Il risultato è un breve dialogo tanto intimo quanto sincero, nel quale emergono nitide le posizioni di entrambi, le convinzioni comuni e soprattutto le loro divergenze. Se da un lato Sartre, incalzato da domande mirate, ripercorre la progressiva presa di coscienza del proprio «maschilismo» e gli sforzi fatti per l’acquisizione di un atteggiamento nuovo e più rispettoso dell’autonomia femminile, dall’altro de Beauvoir, oltre a raccontare il proprio percorso di emancipazione, individua con lucidità le sfide che le donne devono ancora affrontare nella lotta per l’affermazione dei propri diritti. Domanda dopo domanda, quella tra i due partner si trasforma così in una discussione serrata in cui si mescolano il piano personale e quello filosofico, i ricordi privati e le convinzioni intellettuali, senza censure o tabù.

    A mezzo secolo di distanza, Simone de Beauvoir interroga Jean-Paul Sartre sul femminismo continua a rappresentare un’opera unica tra le loro pubblicazioni: il tentativo di affrontare i temi legati alla condizione femminile e al patriarcato attraverso il confronto, anziché in una meditazione solitaria. Una testimonianza intellettuale di come certe verità siano raggiungibili solo nell’incontro, solo sedendosi uno di fronte all’altro con la mente aperta.

    Autore / Autrice : Jean-Paul Sartre - Simone de Beauvoir
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2025
  • Versione Standard

    Mona Chollet

    Si può essere femminista e vivere in una coppia eterosessuale? Ci hanno insegnato per secoli a inseguire un amore assoluto, a cercare «l’altra metà» per raggiungere la completezza esistenziale, a scegliere tra la piena espressione di sé e la felicità romantica: Reinventare l’amore ci invita invece a liberarci delle maschere con cui il potere patriarcale ha ingabbiato questo sentimento per riappropriarci davvero, tutte e tutti, del nostro desiderio.

    C’è una questione, portata alla luce dal femminismo contemporaneo, che è ormai impossibile da ignorare: è raggiungibile l’emancipazione all’interno della coppia uomo-donna? Mona Chollet indaga questo tema nel profondo a partire dalle riflessioni di grandi scrittrici femministe del passato e del presente, da Simone de Beauvoir a bell hooks, da Nancy Friday a Liv Strömquist. Nel corso della sua trattazione, Chollet analizza modelli che identificano la donna in quanto fragile, devota ed eternamente disponibile, prendendo in esame prodotti culturali quali la serie Normal People o film come L’amore sbagliato e Inception: il suo è un tentativo di «salvare» l’amore dal controllo patriarcale dando vita a un nuovo patto relazionale basato su una reale parità, una vera libertà e un autentico rispetto reciproco.

    In queste pagine non c’è la volontà di cancellare la passione o di arrendersi all’impossibilità di superare l’oppressione sociale sulle dinamiche di genere. Al contrario, Reinventare l’amore vuole restituire alla dimensione sentimentale la complessità che merita, per farne il motore di relazioni più sane, eque e appaganti. Bisogna cambiare l’amore perché l’amore possa tornare, ancora una volta, a cambiare le nostre vite.

     Traduzione di Elisabetta Garieri

    Mona Chollet

    24.00
    Autore / Autrice : Mona Chollet
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2025
  • Joan-Carles Mèlich

    La fragilità del mondo

    Versione Standard

    Joan-Carles Mèlich

    La fragilità del mondo è un invito ad abbandonare l’ossessione per la perfezione da cui siamo attanagliati da secoli e ad abbracciare, al contrario, la nostra essenza di creature vulnerabili, gettate in una realtà con cui non siamo più in grado di entrare in contatto.

    Secondo Joan-Carles Mèlich è successo qualcosa a un certo punto della nostra storia: ci siamo scordati quanto claudicante e carente sia la natura umana. L’universo attorno a noi è stravagante, ricco di stimoli e, nonostante tutti i nostri sforzi, in sostanza inconoscibile; eppure ci illudiamo in qualche modo di sapere tutto. L’imprevedibilità ci spaventa, per questo abbiamo messo in piedi una disciplina di sistemi simbolici di regolazione e colonizzazione (teologici, politici, economici) e una nuova metafisica della tecnologia, alla quale ci siamo affidati ciecamente. Nel frattempo, però, abbiamo dimenticato che siamo governati dal caos e dall’inaccessibilità. Accompagnati dalle idee di pensatori e scrittori quali Rilke, Nietzsche, Kafka e Woolf, apprendiamo allora in queste pagine come, per tornare a vedere davvero il mondo, dobbiamo abbandonare le nostre pretese di controllo e accettare invece la finitezza, l’assenza di senso e la possibilità del male, che sono al centro dell’essenza umana. Dobbiamo imparare, cioè, a sostituire alla logica di un progresso cieco una «ragione inerme», inoffensiva e pacifica perché aperta alla possibilità dell’errore e della vergogna. In questo libro Mèlich traccia una strada per tornare ad abitare il mondo. Non con presunzione, bensì consapevoli della possibilità di perdervisi come in un labirinto. Solo così ne riscopriremo l’autenticità e sapremo accettarci nella fragilità, rifiutando la violenza delle facili certezze e l’insensibilità di fronte alla sofferenza.

     Traduzione di Emanuela Forgetta

    Autore / Autrice : Joan-Carles Mèlich
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2025
  • Versione Standard

    bell hooks

    È stato un amore inespresso, costretto, sottomesso: nel corso dei secoli l’amore declinato al femminile è stato una mistificazione, un sentimento che ha alimentato le strutture su cui si regge la società patriarcale. Nelle pagine di Comunione, bell hooks ne indaga la natura e invita ogni donna a rivendicare con coraggio la ricerca di un nuovo tipo di amore come il viaggio eroico che bisogna scegliere per sentirsi veramente libere.

    La vita intima di ogni donna, scrive l’autrice, comincia dal sé. Per amare è necessario amarsi, accettare il proprio corpo e la propria anima così come sono, senza cercare di cambiarli, senza lasciare spazio ad alcun tipo di condizionamento esterno. Secondo bell hooks il femminismo, nella sua ricerca dell’uguaglianza dei generi, ha tralasciato l’amore. La piena libertà per una donna arriva solo quando si rende conto del valore privato e pubblico dell’amare senza aspettare conferme da parte di nessuno.

    Dopo Tutto sull’amore, questo libro parla alle donne che si sono sempre chieste in silenzio come coniugare femminismo e intimità, azione politica e sentimento.

     Traduzione di Maria Nadotti 

    Bell Hooks

    19.00
    Autore / Autrice : Bell Hooks
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2023
  • Versione Standard

    bell hooks

    Guardare dentro di sé è il primo passo per sfidare il mondo. Ferite di passione è l’autobiografia dell’attivista e scrittrice bell hooks: il racconto personale delle esperienze, degli incontri, delle vittorie e delle delusioni che l’hanno portata a diventare una delle voci più influenti del femminismo contemporaneo.

    «Nascere femmina negli anni cinquanta voleva dire entrare in un mondo in cui si credeva che per una giovane donna l’evento più importante al raggiungimento della maggiore età fosse il matrimonio.» Sin da quando ha dieci anni, la piccola Gloria (bell hooks) vuole invece fare la scrittrice. Confessarlo è impossibile – il padre è convinto che i libri che divora le rovineranno il futuro –, ma da quella realizzazione il suo sguardo sul mondo si fa più acuto e attento. Osservando le liti in famiglia, specie quando la madre viene picchiata dal marito geloso, capisce che cos’è il possesso. Intercettando gli sguardi curiosi dei compagni di liceo bianchi, che cos’è la razza. Leggendo i nomi dei poeti, tutti maschi, nei libri dell’università, che cos’è il patriarcato. Nella relazione con un uomo colto e più grande, infine, capisce che cos’è, in tutta la sua complessità, in tutta la sua difficoltà, in tutta la sua pericolosità, l’amore. E che cosa significhi volere davvero l’amore, senza sacrificare se stessi e la propria libertà.

    In queste pagine, scritte alternando ricordi intimi e riflessioni mature, bell hooks ci conduce tra gli episodi cruciali della sua vita per sviscerare i nodi centrali del suo pensiero. Ferite di passione è la testimonianza unica di un’esistenza dedicata a esprimere ciò che spesso viene taciuto. A usare le parole non come menzogna, manipolazione, abuso, ma per spogliare la realtà da stereotipi e false ovvietà, mettendo a nudo il desiderio, le cicatrici, il piacere, il dolore: per dire la sua verità.

    Traduzione e cura di Maria Nadotti

    Bell Hooks

    24.00
    Autore / Autrice : Bell Hooks
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2025
  • Versione Standard

    In “Scrivere oltre la razza”, bell hooks affronta il dibattito contemporaneo sul razzismo e offre un punto di vista radicale per eliminare le barriere socioculturali che ci dividono, ancora oggi, per colore, classe e genere, anche all’interno del femminismo. Hooks parte da un assunto fondamentale: l’ideologia suprematista bianca è più viva che mai e plasma l’esistenza di chiunque, non solo delle persone nere, trasmettendosi all’interno delle singole comunità lungo i binari delle differenze economiche, sociali e di genere. Un condizionamento avviene, per esempio, dal momento in cui i bambini e le bambine vengono introdotti alla cultura dominante (che per l’autrice si riassume nella locuzione «patriarcato capitalista imperialista suprematista bianco»), specialmente attraverso i media, l’educazione scolastica e l’influenza – a volte negativa – dei loro compagni. Spaziando dall’estetica che perpetua l’immagine della donna bianca e bionda come «più bella», sino alle rappresentazioni razzializzate dei personaggi neri in film e libri contemporanei, e prendendo spunto dalle biografie di Malcolm X e Martin Luther King, l’analisi di bell hooks è chirurgica nell’evidenziare quali siano i problemi e quanto facciano parte dell’impalcatura stessa su cui si regge la nostra società. Ma, come sempre, la sua scrittura non ci lascia imprigionati nell’evidenza di una questione sociale. Ogni barriera può e deve essere abbattuta e la soluzione è ancora una volta l’amore, perché dove c’è amore non può esserci dominio. Attraverso le pratiche di cui ha fatto esperienza in prima persona e che sono il fulcro del suo attivismo, come quelle dell’ascolto, della condivisione e della partecipazione nella diversità, è possibile superare il razzismo e trasformare radicalmente la nostra vita quotidiana.

    Bell Hooks

    19.00
    Autore / Autrice : Bell Hooks
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2024
  • Versione Standard

    Tutti hanno bisogno di amare e di essere amati, anche gli uomini. È questa la verità essenziale che anima La volontà di cambiare, il libro a cui bell hooks ha affidato le sue riflessioni sulla mascolinità tossica, sull’inclinazione maschile alla violenza e all’assenza di emozioni, ma soprattutto sulla rivoluzione affettiva necessaria per immaginare una società nuova, in cui nessuno debba più avere paura del proprio universo sentimentale.

    Cresciuti in una società patriarcale, in cui resta fondamentale gestire e preservare il mito della forza, gli uomini hanno imparato a fabbricare meccanismi di difesa per resistere alla pressione emotiva che viene esercitata sulle loro coscienze. Sono spinti a indossare maschere sempre più convincenti per evitare di esprimere ciò che sentono davvero e rivelare così la loro incapacità di gestire relazioni profonde e aperte. Sono maschere di rabbia e violenza, con cui compiono i delitti che colpiscono migliaia di vittime ogni giorno.

    Ma con una disposizione positiva al cambiamento, una rivoluzione delle coscienze non è più un’irraggiungibile utopia, diventa anzi un’indispensabile visione per abitare un futuro diverso: l’unico in cui tutti avranno il coraggio di amare e di essere amati.

    Bell Hooks

    19.00
    Autore / Autrice : Bell Hooks
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2022
  • Versione Standard

    bell hooks

    Perché abbiamo paura di parlare d’amore? Tutto sull’amore di bell hooks nasce da questa domanda che spesso genera imbarazzo, reticenza, e persino rabbia.

    Nonostante l’amore sia il sentimento più spontaneo e universale, che segna l’esistenza di ogni essere umano, parlarne, confessarlo a qualcuno, provare a raccontare come si agita dentro di noi ci terrorizza e ci disorienta: l’angoscia che le nostre parole non siano comprese, i nostri desideri corrisposti o i nostri sogni realizzati, genera un insensato odio per l’amore che tutti finiamo per vivere.

    Questo condiziona negativamente il modo che abbiamo di amare, lo contagia di insicurezza e di dolore, guasta la sua capacità di cambiarci e di restituirci speranza, ma soprattutto di migliorare il mondo attorno a noi. Perché l’amore, prima di essere la fantasia fiabesca che anima canzoni, libri e film, è innanzitutto una forza: una forza spirituale, che incide sulle nostre coscienze, ma anche una forza politica, che orienta le decisioni sempre secondo sentimenti di incontro e di costruzione, e mai di dissoluzione e distruzione.

    Per scongiurare quell’odio contro l’amore è fondamentale imparare ad avere cura di sé, scrive bell hooks, e riappropriarsi dell’amore come spazio in cui ciascun individuo si sente libero di parlare e di ascoltare senza timore ciò che lo agita dentro. Amare, allora, non sarà più sinonimo di soffrire, ma di edificare, progettare, immaginare il domani.

    Amare non significa soffrire. Amare non significa avere paura. Amare è prendersi cura di sé, farsi del bene, farlo a chi ci sta accanto. Amare non significa distruggere. Amare significa costruire. Tutto sull’amore di bell hooks è un libro che insegna a costruire la propria vita con amore.

    Bell Hooks

    19.00
    Autore / Autrice : Bell Hooks
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2022
  • Versione Standard

    DonPasta (Daniele De Michele)

    Il pranzo della domenica è un viaggio sentimentale nella cucina delle nonne italiane, un’immersione nei sapori, nei profumi e nelle storie che si celano dietro ogni piatto della tradizione. DonPasta, cuoco e narratore appassionato, ci guida alla scoperta di un mondo fatto di gesti antichi, di ricette tramandate da generazioni, di legami familiari e di radici profonde.

    Con gli occhi e le parole di DonPasta attraversiamo l’Italia, dalle colline dell’Irpinia alle campagne mantovane, dalle montagne siciliane ai caruggi di Genova. Incontriamo Ornella, l’anziana panettiera che prepara il babà con l’amore del ricordo; Marinetta, la nonna ciclista che danza mentre impasta lo gnocco fritto; Maria, la lucana forte e resiliente che ci svela i segreti dei cavatelli; Giuliana, l’instancabile custode del crostino toscano; e tante altre donne straordinarie che ci aprono le porte delle loro cucine e dei loro cuori. DonPasta non si limita a raccogliere ricette, ma scava nel passato condiviso, cogliendo l’essenza antropologica di ogni pietanza, il suo legame con la terra, la storia e l’identità di un popolo.

    Questo libro è un omaggio alla cucina italiana come patrimonio culturale e affettivo, un inno alla condivisione e alla convivialità, alle tradizioni che ci legano al passato e ci proiettano nel futuro. Un libro che ci ricorda che il cibo è molto più di un semplice nutrimento: è memoria, è identità, è amore.

    Donpasta

    18.00
    Autore / Autrice : Donpasta
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2024
  • Versione Standard
    Che cosa sappiamo davvero dei grandi pensatori della storia? La cultura istituzionale, i ritratti fatti da artisti e biografi ufficiali, i professori a scuola e in università ce li hanno sempre presentati come pedanti uomini dalla lunga barba bianca, impegnati a sondare i meandri dell’Essere tra tomi polverosi e attività noiose. Ma se qualcuno ci dicesse che il mito della caverna di Platone è il prodotto di una visione dovuta a una bevanda allucinogena, che il Superuomo era drogato dai farmaci di cui abusava il suo Nietzsche e che alcuni dei testi più importanti di Sartre sono stati scritti ingoiando dieci pasticche di anfetamina al giorno? In fondo, la via per raggiungere la verità è spesso fatta di deviazioni stravaganti. Alessandro Paolucci ci conduce in un curioso viaggio nella filosofia attraverso le sostanze consumate dai suoi più eminenti protagonisti: dagli esperimenti con l’hashish di Walter Benjamin a quelli con la cocaina di Sigmund Freud, dalla probabile tossicodipendenza dell’imperatore-filosofo Marco Aurelio all’Lsd che Ernst Jünger assumeva insieme all’amico Albert Hofmann. Paolucci scrive una vera e propria contronarrazione psicotropa del pensiero occidentale, muovendosi tra le epoche e i continenti, tra le cerimonie dei Misteri Eleusini cui ebbe probabilmente accesso Platone – durante le quali i partecipanti andavano in trance sorseggiando il misterioso ciceone – e l’Hotel della Posta di Rapallo nelle cui stanze Friedrich Nietzsche «curava» la sua emicrania stordendosi di oppiacei, fino a raggiungere il deserto della Death Valley teatro dei trip del visiting professor Michel Foucault. “Storia stupefacente della filosofia” è nel contempo un compendio di idee rivoluzionarie e un’accurata ricostruzione biografica del lato più umano della speculazione teorica. Il racconto delle avventure (e disavventure) lisergiche che le più eccelse menti di tutti i tempi hanno affrontato mentre si spingevano oltre le colonne d’Ercole dell’immaginario con ogni mezzo e a ogni costo; compresa la repentina fuga dall’allucinazione di un’aragosta gigante.
    Editore : Il Saggiatore
    Autore / Autrice : Alessandro Paolucci
  • Versione Standard

    A Viricota, nei montuosi deserti del Messico, dove non esiste impronta d’uomo e di civiltà e dove tutto è sacro, fiorisce il peyote. Sarebbe troppo semplice dire che è una pianta del deserto, una droga o un allucinogeno. Il peyote è un dio. Insieme con il mais e il daino forma una triade mistica che è alla base di un complesso cerimoniale primitivo, la cui conoscenza è destinata forse a schiuderci l’enigma di antiche popolazioni che passarono un giorno sulla terra, simili a dèi, prima che le loro tracce andassero cancellate e disperse dalla “civiltà”.

    Gli huicholes, che tra gli indios mesoamericani sono quelli che hanno potuto salvaguardare più a lungo l’integrità dei loro riti, raccolgono annualmente il peyote dopo un’estenuante marcia che è un pellegrinaggio sacro, una progressiva “divinizzazione”. Nessuno ha mai partecipato al viaggio sacro di questi indios.

    Nessuno, prima di Fernando Benítez, ce lo ha mai raccontato.

    13.00
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2011
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    Storia generale delle droghe

    La stagione di contestazioni e psichedelia degli anni sessanta, gli stati alterati nelle liturgie vediche, le visioni poetiche di Charles Baudelaire, le teofanie delle civiltà precolombiane, i riti sciamanici dei Tarahumara raccontati da Antonin Artaud. L’uomo ha sempre bramato nuove sensazioni, ha sempre cercato nell’estasi il superamento dei propri limiti, ha sempre esplorato stati ulteriori della coscienza. Propulsori della sfera religiosa e collanti sociali, le droghe hanno avuto e tuttora hanno un ruolo centrale in molte culture, perché capaci di riconnetterci con il nostro io più profondo, riunirci con il cosmo o anche solo propiziare il divertimento.

    Il volo magico ci spalanca le porte della percezione, immergendoci nei riti delle più grandi civiltà della storia come dei popoli più nascosti, per fare ordine tra tutti quei saperi che, prima di questo libro, erano tramandati solo per via orale. È, questa di Ugo Leonzio, una sorprendente ricognizione tra pozioni, polveri, miscele, estratti che hanno accomunato streghe, sciamani e sacerdoti delle più diverse culture ed epoche: dalla mandragora al khat, dal mercurio alla canfora, dal protossido di azoto al betel, dalla benzina alle bevande fermentate, dall’arsenico all’etere etilico, fino a mescalina e ayahuasca, peyote e oppio, cannabis e coca, morfina ed eroina. E ovviamente fino ad Aldous Huxley, Albert Hoffman e Timothy Leary, in uno studio pionieristico dei protagonisti dell’era lisergica: oscurate per mezzo secolo, le loro ricerche stanno oggi rifiorendo in un Rinascimento psichedelico che, come racconta Agnese Codignola nella sua prefazione, mette in luce le qualità terapeutiche dell’Lsd e rivoluziona il mondo della medicina occidentale.

     

    24.00
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2020