Stati modificati di coscienza

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    Con il titolo Avvicinamenti, Ernst Junger radunò nel 1970 annotazioni di vario genere intorno alle sue esperienze con le droghe e con gli stati alterati di coscienza. Un resoconto intenso e senza reticenze, per il quale all’ epoca fu sottoposto a un’ indagine giudiziaria. Nelle sue confessioni l’ impenitente “psiconauta” configurava una fenomenologia dei diversi tipi di alterazione psichica che si possono provare con le droghe: l’ eccitazione, provocata da caffeina, tabacco e anfetamine; l’ ipnosi, da barbiturici e sonniferi; l’ ebbrezza, da alcol, etere e cloroformio; l’ euforia, da oppio e cocaina; l’ allucinazione, da marijuana, mescalina, psilocibina e Lsd. Specialmente quest’ ultima sostanza – la dietilamide dell’ acido lisergico – attira l’attenzione di Junger, interessato a conoscerne la potenza allucinogena e gli effetti sulla creatività artistica.

    Ancora ignaro del problema sociale che la droga sarebbe diventata, egli presenta la propria esperienza nella forma sublimata di un’ avventura spirituale: la droga quale chiave per accedere ai labirinti dell’ anima, per entrare in certi enigmi dell’ universo.

    All’ obiezione secondo cui la droga procura soltanto il surrogato di esperienze sostanziali, Junger replica: «E che cosa mai non è un surrogato su questa terra?» Dunque egli respira a pieni polmoni l’ aria eccitante dell’ insolita avventura, ma ne subodora pure l’ estrema pericolosità: un viaggio a latitudini così rischiose è uno slancio nell’ ignoto che scuote i cardini dell’ esistenza, un “furto prometeico” che richiama l’ estremo castigo del non essere.

    Editore : Guanda
    Anno : 2006