Enteogeni

Da alcuni anni le sostanze psichedeliche sono tornate al centro dell’attenzione generale dopo decenni di stigmatizzazione. Numerosi studi scientifici, centri di ricerca e pubblicazioni di ogni tipo ne evidenziano la capacità di favorire (se assunte in un determinato setting terapeutico) l’accesso a una dimensione profonda della psiche, in grado di condurre l’individuo verso la guarigione da esperienze traumatiche, stati depressivi, dipendenze, e molto altro. Si sta riconoscendo a queste “medicine per la coscienza” quel valore che è stato affermato e praticato in molte culture, sin dai tempi più antichi: essere un ponte con il mondo dello spirito, rivelare la dimensione sacra della vita. È proprio questo il senso del termine enteogeno: neologismo derivato dal greco antico e formato da ἔνθεος (entheos) e γενέσθαι (genesthai). Letteralmente significa “che ha Dio al suo interno”, e fu coniato all’inizio degli anni Ottanta da alcuni studiosi ed etnobotanici per riferirsi a piante o funghi usati nei rituali sciamanici tradizionali capaci di generare nel soggetto che le assume un’esperienza mistica e spirituale.
Abbiamo raggiunto e mappato ogni angolo della terra, acquisito un’impressionante abilità di movimento nel mondo esteriore, eppure siamo ancora quasi del tutto analfabeti rispetto al linguaggio della nostra anima, incapaci di orientarci e viaggiare all’interno di noi stessi.
La frontiera verso cui ci proiettano gli enteogeni è quella del viaggio interiore, dell’esplorazione degli stati non ordinari della coscienza.
AnimaMundi, da diversi anni, si occupa di poesia. Vediamo un nesso tra gli stati non ordinari di coscienza e la poesia. Che cos’è la poesia se non uno stato non ordinario del linguaggio, una febbre che ammalandoci ci guarisce? Abbiamo la necessità di guardare la nostra vita ordinaria da altre angolature e prospettive, soprattutto quando la nostra vita individuale e collettiva diventa un vicolo cieco, doloroso e arido.
Naturalmente vi sono molteplici modi per cambiare il proprio sguardo. Il contatto con la natura, l’esperienza artistica, la pratica spirituale sono alcune delle vie  attraverso cui da sempre gli esseri umani hanno cercato di cambiare prospettiva, di avvicinarsi a Dio, e trovare ispirazione per affrontare le difficoltà della vita.
L’attuale riscoperta dell’utilizzo delle sostanze enteogene, si colloca su questa strada, in questa ricerca di risveglio, guarigione e liberazione interiore. Tuttavia non possiamo ignorare due aspetti critici importanti nel guardare in tale direzione: da un lato lo stigma e la conseguente proibizione che negli ultimi cinquant’anni queste sostanze hanno ricevuto a seguito di un cattivo utilizzo e abuso delle stesse (dovuti a una totale mancanza di informazione ed educazione verso la possibilità di un utilizzo consapevole di rischi e potenzialità); dall’altro la nostra totale mancanza di familiarità con gli stati non ordinari della psiche e quindi un accresciuto rischio di smarrimento nel momento in cui, assumendo un enteogeno, ci addentriamo nei più profondi meandri dell’inconscio.
James Hillman ha scritto: “Abbiamo cacciato via gli Dei dalla nostra vita ma essi sono ritornati a noi sotto forma di malattia”. Probabilmente non possiamo rimuovere a nostro piacimento gli dei dalla nostra vita – ovvero la dimensione mitica, archetipica, e animica – senza pagarne un caro prezzo in termini di impoverimento di significato, di vitalità, di sofferenza e malattia psichica o fisica. Non possiamo impedire all’anima l’accesso agli stati non ordinari della coscienza rinchiudendola nei ruoli sociali che ci vengono consegnati, talvolta con l’obbligo di restarne fedeli a vita. Essa si ribellerà, in maniera sana o attraverso la patologia, chiedendoci di allargare la nostra visione, il nostro orizzonte di senso. Le sostanze enteogene sono da sempre state una via – non l’unica – per allargare tale orizzonte di senso. Artisti, poeti, terapeuti, ricercatori spirituali di ogni tempo e luogo hanno sempre fatto ricorso a queste sostanze a tale scopo.
AnimaMundi, portando l’attenzione su questo ampio campo di indagine e attraverso la creazione di una collana dedicata, si propone di svolgere un lavoro di cucitura del passato con il presente, collegando le voci e le esperienze dei pionieri con le testimonianze dei ricercatori odierni, di mettere in relazione la ricerca scientifica in corso in tante parti del mondo con quanto va accadendo in Italia, dando un contributo al crescente dibattito etico, filosofico, scientifico, artistico-letterario, politico e terapeutico in corso attorno a queste “medicine per la coscienza”, nella speranza che tale discussione non resti rinchiusa, come è accaduto finora, tra gli addetti ai lavori ma possa raggiungere coloro che a vari livelli ne sono interessati e possono trarne beneficio, riducendo i rischi di un cattivo e dannoso utilizzo di tali sostanze e stimolando una riflessione corale inclusiva dei molteplici punti di vista.

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    Autore: Silvio Pagani

    Titolo: Funghetti

    Prefazione: Giorgio Samorini

    Collana: Enteogeni, 3

    Formato: 11,5×16,5 cm

    Pagine: 80

     

    “Spiriti della foresta e della natura, folletti, gnomi, carne degli dei o prestabiliti catalizzatori psichici, comunque i funghetti e i loro effetti siano stati considerati dalle più svariate culture umane, sono stati sempre vissuti come portatori di benessere psichico e fisico, come riequilibratori generali del sistema mente-corpo”

    Un classico della letteratura psichedelica italiana, pubblicato agli inizi degli anni‘90 e ristampato innumerevoli volte. Scritto in prima persona da Giorgio Samorini con lo pseudonimo di Silvio Pagani, narra il percorso che ha portato all’individuazione in Europa settentrionale e poi in Italia di un fungo con proprietà psicoattive, lo Psilocybe semilanceata, in seguito diventato il “funghetto magico” per eccellenza. Dall’arco alpino fino all’Appennino meridionale, Pagani ha mappato la sua presenza, viaggiando in moto, con una tenda attrezzata a mini-laboratorio di campo.

    Silvio Pagani

    10.00
    Editore : Edizioni Anima Mundi
    Collana : Enteogeni
    Autore : Silvio Pagani
    Anno : 2021