Luigino Bruni

Luigino Bruni (1966) è professore ordinario di Economia politica presso l’Università Lumsa di Roma.

Direttore scientifico dell’evento “The Economy of Francesco” (Assisi, 19-21 novembre 2020) è anche coordinatore del progetto Economia di Comunione del Movimento dei Focolari, co-fondatore e presidente della Scuola di Economia Civile, editorialista di “Avvenire” e autore di saggi tradotti in una decina di lingue.

Fra gli ultimi libri pubblicati: Più grandi della colpa. Una rilettura di Samuele (EDB, 2020), Il capitalismo e il sacro (Vita e Pensiero, 2019), L’arca e i talenti (Edizioni San Paolo, 2019), La pubblica felicità (Vita e Pensiero, 2018), Il capitale narrativo (Città Nuova, 2018), Il capitalismo infelice (Giunti-Slow Food, 2018), Le donne nascoste nella Bibbia (AnimaMundi 2020).

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  • Versione Digitale / Standard

    Titolo: Le donne nascoste nella Bibbia
    Autore: Luigino Bruni
    Formato: 12 x 20,5 cm
    Pagine: 144
    Isbn: 9791280008145

    La Bibbia e i Vangeli sono popolati di donne che camminano, si spostano, e quasi sempre di fretta. […] Camminano e corrono; amano con le mani e con i piedi, che conoscono perché se ne prendono cura. […] La fede e la pietà proseguono la loro corsa nel mondo perché uomini e donne continuano a correre lungo la via. E, in questa comune corsa, i piedi delle donne corrono diversamente e di più”.

     

    Quello di Luigino Bruni è un saggio dal solido approccio ermeneutico ma dal taglio divulgativo, che presenta alcune figure bibliche femminili in tutta la loro interezza di donne forti, compassionevoli e intraprendenti nonostante la cultura patriarcale in cui sono immerse. Un testo che acquista un valore particolarmente significativo alla luce della richiesta delle donne, non ancora realizzata pienamente, di essere ascoltate e riconosciute nella propria specificità

    Luigino Bruni

    5.9013.00
    Anno : 2020
    Autore : Luigino Bruni
    Editore : Edizioni Anima Mundi
    Tipologia : Ebook - Libro
  • Versione Standard

    Sull’invidia e la sua cura. C’è una nota che accomuna molte forme di malessere non inevitabile che affliggono la nostra società: l’urgenza di rieducare le nostre passioni e i nostri sentimenti. Una passione da rieducare presto è l’invidia, tra le più devastanti in ogni cultura, molto pericolosa nei tempi di crisi […] La cura dell’invidia è la stima, che però è un bene sempre più scarso nelle nostre società, e quindi sempre più prezioso. La ‘domanda’ di stima cresce, ma non c’è sufficiente ‘offerta’ poiché siamo tutti intenti a cercarla e non abbiamo tempo e risorse per offrirla agli altri che, come noi, la cercano, la desiderano, la agognano […] La stima è faccenda di gratuità, non solo perché non può essere comprata ne venduta, ma perché può solo essere donata liberamente e sinceramente. La sincerità infatti è essenziale: se colui al quale esprimo la mia stima percepisce o pensa che gli sto comunicando la mia stima solo per farlo felice o, magari, per pietà, la gioia della stima vera si tramuta nel suo opposto. L’esigenza di verità prevale sul bisogno di stima […] La stima è un processo, un cammino accidentato e fragile[…]

    Molte persone che ci appaiono non meritevoli di stima, in realtà, se fossero viste con gli occhi giusti, rivelerebbero almeno un aspetto di verità, bontà e bellezza che potrebbe diventare una via di accesso alla stima. Ma questi ‘occhi’, questi sguardi profondi nell’anima altrui, sono troppo rari nella nostra società […] Ho avuto il dono di avere per amici alcune persone che hanno stimato delle cose belle in me ancor prima che io stesso mi accorgessi della loro presenza: la loro stima le ha fatte fiorire e maturare. Questa stima profonda ha la capacità di trasformare i ‘non ancora’ in ‘già’. Nelle persone ci sono troppe dimensioni di bellezza, verità e bontà che appassiscono e muoiono perché non trovano occhi capaci di vederle, amarle e farle risorgere. (Luigino Bruni, dal libro “La foresta e l’albero“)

     

    La cultura delle grandi imprese sta occupando il nostro tempo. È da questa constatazione che procede il saggio del noto economista Luigino Bruni. Le categorie, il linguaggio, i valori e le virtù delle multinazionali stanno creando e offrendo una grammatica universale che descrive tutte le storie individuali e collettive ‘vincenti’. Le parole del ‘business’ e le sue virtù stanno diventando le buone parole e le virtù dell’intera vita sociale: nella politica, nella sanità, nella scuola. Merito, efficienza, competizione, leadership, innovazione, sono ormai le uniche parole buone nella nostra società. In mancanza di altri luoghi forti capaci di produrre altra cultura e altri valori, le virtù delle imprese si presentano come le sole da riconoscere e coltivare fin da bambini. Ma le imprese non possono né devono generare tutti i valori sociali o l’intero bene comune. Ieri, oggi, sempre, ci sono virtù essenziali alla buona formazione del carattere delle persone, che vengono prima delle virtù economiche e di quelle dell’impresa.

    Luigino Bruni

    10.00
    Anno : 2016
    Autore : Luigino Bruni