Tishani Doshi
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Travolgente, disorientante, genuinamente «civile», la poesia di Tishani Doshi arriva per la prima volta in Italia con un libro in cui intimo, pubblico e sacro si intrecciano e danno vita ad una voce unica e originale. Una lingua composita e meticcia, assertiva, non di rado bizzarra, colta e popolare al tempo stesso, ricca di espressioni e parole che raramente trovano cittadinanza in poesia. Una formidabile eloquenza e vitalità in cui i versi liberi, cadenzati, pensati per essere letti ad alta voce, sono disposti con estro e consapevolezza sulla pagina. Quella di Doshi è una militanza a 360° gradi. Nessuna questione di scottante attualità è esclusa, in India come altrove nel mondo. Le poesie sgorgano dalla cronaca e dalla storia, dalle ultime notizie come dai vecchi rancori e contrapposizioni, lo spunto può essere un articolo di giornale, un video su YouTube, una foto, un dipinto, un libro. Poesie sempre pronte a denunciare le disuguaglianze, il mancato rispetto dei diritti civili. Tra i temi ricorrenti: la condizione della donna, le diseguaglianze economiche e sociali, le trasformazioni esistenziali in tempo di Covid, le relazioni sentimentali, la malattia, le difficoltà quotidiane del singolo individuo; il tutto mediato dalla contrapposizione di due visioni del mondo, tra laica indifferenza e fanatismo religioso, tra spiritualità e materialismo.
Mandala
Chiunque creda che una foglia sia solo una foglia non coglie
il punto. C’è una fotografia in soffitta, un gingko
che ingiallisce sempre più, mentre il corpo
del gingko rimane sempreverde. Si apre la strada
attraverso fumerie d’oppio e bordelli. Ti vorrei dire di non
preoccuparti. La realtà sa come sistemare se stessa,
ma il panico è contagioso. Lo spavento arriva quando fai
i jumping jack o organizzi le posate, in un momento di basso
dramma cosmologico. Interrotto dalla scoperta di un nodulo.
O dal TG delle 9. Di colpo, ogni maniglia di porta è una sentenza
di morte. Quanto si devono essere sentiti soli i primi astronomi,
congelati in terrazza, cercando di afferrare la luce di lune lontane.
Qualche volta è difficile capire se state rallentando
o accelerando. Il trampolino del tempo ci confonde.
Cuciamo i nostri giorni e le notti, gli uni alle altre,
ed è come ricamare una galassia, ma pure le galassie
arretrano l’una dall’altra. Una volta, una donna mi ha suonato
il corpo come se fosse un’arpa. Ho dormito su una tavola di legno
e lei strimpellava le corde sotto finché non son diventata
uno squalo balena, che batte gli oceani. Ne sono riaffiorata
come da un tunnel gravitazionale, integra, più o meno. Per giorni
ho sentito le pinne al posto delle guance. Parliamo di corpi come se non
potessimo comprendere l’universo che hanno dentro,
anche se stiamo tutti a bocca aperta davanti al ceppo di un albero
e abbiamo capito che il tempo si sposta verso l’esterno in un cerchio.
E mentre tutto appare infinito, c’è sempre un anello
di una cosa permeabile che ci trattiene dentro. A volte usciamo
di casa senza maschera ed è un sollievo fare una pausa
da ciò che siamo. Stella nana, campana di preghiera, cervo solitario
che si nutre nella ginestra – qualcosa ci terrà uno specchio davanti
alla faccia, quando ci serve solo che qualcuno ci porti al piano di sopra.€15.00Autore / Autrice : Tishani DoshiEditore : Interno PoesiaAnno : 2022

