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L’amicizia in cui Joë Bousquet e Simone Weil si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze sapienziali corrispondenti a modalità differenti di trovare il proprio io in stati d’ispirazione verso se stessi e il mondo, oltre l’inesaurienza sperimentata della vita.

L’incontro fu preludio di una amicizia intensa e trasparente come il desiderio che la fondava; fu dialogo tra un essere martoriato dalla sofferenza fisica, costretto a ricercare nell’oppio e nella creazione l’oblio della vita assente, e un’anima torturata dalla sventura degli uomini, tesa a realizzare l’impossibile progetto di assumere nella propria carne tutto il dolore umano.

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Categorie: , Anno 1994

Descrizione

Potrò un giorno vedere la vita in un essere” si era domandato Joë Bousquet “contemplare nel mio simile lo specchio di quello che sono nel cuore di Dio?

Il suo incontro con Simone Weil ha avuto il significato dell’evento atteso: esperienza rara in cui, ammirato, l’altro ci scopre in quella verità che non si ha, ma che si è fin dall’inizio.

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