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Questa antologia parla del desiderio ed è scritta da poete che usano la poesia per conoscere il mondo partendo da sé stesse.
Le parole si dispongono in orizzontale, in verticale, scardinano la sintassi, evadono dalla gabbia metrica, eludono l’ortografia, se ne fregano della punteggiatura. Corrono e stanno ferme, si esibiscono e si nascondono. Fanno un po’ come gli pare.

Proprio come fa lui, il desiderio. Ma quale desiderio? E di cosa? Di giocare, di rivelare un segreto, di spaccare tutto, di avere un bambino, di essere bellissime e potenti, di colmare un vuoto, di vendicare un torto, di mettersi in mostra, di sputare in faccia alle regole, di scomparire, di pregare, di ricordare e di dimenticare.

Di essere amate per quello che si è, nonostante quello che si è. E da tutto questo vortice e pasticcio. Da questo fatto strano chiamato desiderio, travolgente e ingombrante, che coinvolge il corpo e la testa e provoca spesso un cortocircuito, ecco, è nato il libro: La reggia di Venere.

Perdevo il cuore a ricordarti
ma prima avrei portato
ancora un poco
nella biglia dei mattini
i tuoi silenzi,
in quella vela dei momenti
dove riposano le mani
degli amanti e la soglia
dell’estate che li spoglia.

Federica Maria D’Amato

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