lotta

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    traduzione di Emanuela Maltese
    introduzione di Technoculture Research Unit

    Una voce perentoria ci richiama in ogni momento a essere responsabili, efficienti, professionali. Anche i beni comuni sono stati colonizzati, l’università è una catena di montaggio e siamo costantemente in debito verso chi ci richiama all’ordine. Alla proliferazione della logistica capitalista e alle mutazioni odierne del controllo sociale, Stefano Harney e Fred Moten rispondono con questa raccolta di saggi che ci invita a sperimentare nuove forme di socialità nell’antagonismo generale.

    Attraversando le teorie e le pratiche della tradizione radicale nera e del post-operaismo, gli autori propongono un ampliamento dello spettro del pensiero socio-politico contemporaneo e della critica estetica, negli Stati Uniti e non solo. Il loro è “un intervento necessario e straordinario che ci invita a immaginare e a comprendere diversamente la vita sociale” (Denise Ferreira da Silva), dove “il grido di lotta non è mai distante” (Sandro Mezzadra).

    Undercommons è un manifesto d’amore, sospeso tra teoria e poesia, musica e sovversione, per la fondazione di una nuova società.

    Anno : 2021
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    “Nei mesi invernali, quando calavano le tenebre, il villaggio era avvolto da un silenzio inquietante. La neve copriva porte e finestre, i paesani desideravano che il cupo inverno finisse, che venisse la “febbre alla terra” e ai primi tiepidi raggi di sole tutto cominciasse a fremere e rianimarsi.”

    Fotografie, illustrazioni, racconti e suoni che rievocano un rito collettivo di un piccolo paese calabro, Alessandria del Carretto immortalato nel 1959 da Vittorio De Seta con il documentario “I dimenticati”. De Seta esordisce con “Esistono ancora in Calabria paesi senza strada come Alessandria del Carretto in provincia di Cosenza. Per raggiungerla bisogna percorrere quindici chilometri a piedi.”

    La descrizione più semplice di una distanza, di una lontananza che oggi, come allora, il rigido inverno impone in un piccolo paese alle pendici del Pollino. Il Carnevale da queste parti, non è un capro espiatorio, un fantoccio da bruciare o un uomo grasso e pieno di vizi da processare: è una lotta.
    Tutte le domeniche tra la candelora e martedì grasso, il paese è animato dalla messa in scena di uno scontro tra Pulcinella “belli” e Pulcinella “brutti”: una vera e propria battaglia rituale tra la primavera e l’inverno, tra il giorno e la notte, tra il bene e il male, forse ciò che rimane delle antiche lotte combattute da pastori e contadini contro streghe e demoni.
    La messa in scena dei “belli” e dei “brutti” era dunque un rito di passaggio stagionale volto ad assicurare la rinascita della vegetazione dopo il lungo e torpido inverno; un cerimoniale di buon auspicio per accogliere il nuovo ciclo dell’anno, un espediente per superare simbolicamente patimenti e difficoltà che i mesi freddi imponevano alla comunità.

    Un progetto di ZicZic edizioni e Atelier Bizzarro

    Fotografie di Francesco Buccarelli
    Illustrazioni di Sarah Mazzetti
    Testi a cura di Silvia Tarantini
    Graphic design di Lilia Angela Cavallo e Silvia Tarantini, ZicZic

    28.00
    Anno : 2024