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Trentatré anni separano due sbarchi. Nel 1991, quello che molti intellettuali pugliesi individuano, a posteriori, come l’evento spartiacque che ha acceso i riflettori sulla Puglia: l’attracco al molo Carboni del porto di Bari della Vlora, una carretta del mare stracolma di profughi albanesi. Il secondo nel 2024, quando nel resort di lusso di Borgo Egnazia approdano i capi di stato delle grandi potenze economiche del mondo per la consacrazione definitiva del brand Puglia. Un trionfo planetario che rischia però di contenere le cause stesse di una svolta in senso opposto: sovraesposizione mediatica, overtourism, la vittoria del plastico della Puglia sulla regione in carne e ossa, il passaggio dall’accoglienza dei rifugiati alla hospitality per ultraricchi. I posteri potrebbero cambiare anche il giudizio sulla rivoluzione culturale e la primavera politica che ha vissuto la regione a partire dal 2005: se da un lato l’ondata di rinnovamento che ha ribaltato l’immaginario e la narrazione del territorio ha avuto indiscutibili effetti positivi, dall’altro ha acceso dibattiti sull’autenticità e riflessioni sul paradossale ribaltamento dei valori, come ad esempio nel caso dei trulli e della taranta, che da simboli di una vita contadina misera e arretrata di cui vergognarsi sono diventati motivo d’orgoglio ed elemento identitario. I riflettori hanno reso più evidenti alcune ferite mai curate, come il feroce caporalato subito dai braccianti, il vuoto occupazionale e i veleni lasciati dall’Ilva, l’ascesa della cosiddetta quarta mafia, oltre alla piaga forse più seria di tutte, perché più gravi sono le responsabilità della politica (in concorso di colpe con magistratura e media): la morte di oltre venti milioni di ulivi a causa di un’epidemia che doveva essere gestita invece che negata. E forse è questo il destino dei luoghi di grande luce: quando il sole cala, si formano anche grandi ombre.
€22.00Autore / Autrice : AA.VV.Editore : IperboreaAnno : 2025 -
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Pop Palestine è il racconto di una Palestina diversa, popolare, pop.
È un percorso tra strade, pentole e fornelli, dal Sud al Nord della Palestina, partendo da Hebron, passando per Betlemme, Ramallah, Gerusalemme, fino ad arrivare a Gerico, Nablus e Jenin. A ciascuna di queste città è dedicato un capitolo, in cui sono riportate le ricette dei piatti preparati in case, ristoranti o da venditori di strada.
Pop Palestine è un diario di viaggio tra mercati affollati, ricette prelibate, tradizioni, feste e accoglienza: tutti ingredienti di una vita normale, in un Paese sotto occupazione.Autore / Autrice : Fidaa I A Abuhamdiya - Silvia ChiarantiniEditore : Meltemi EditoreAnno : 2024 -
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«Unisci i puntini per riconoscere il mostro» suggerisce Amira Hass, giornalista israeliana trapiantata in Cisgiordania, in una lucidissima analisi dell’occupazione delle terre palestinesi conquistate da Israele nel 1967. Se la frammentazione dello spazio fisico con muri, strade, insediamenti e posti di blocco è parte integrante della strategia usata dallo stato occupante per tenere la Palestina sotto il proprio controllo, è attraverso l’accumulo e la giustapposizione di storie individuali e collettive che la sofferenza e i danni inflitti vengono fuori in tutta la loro entità. I puntini da unire in questo volume sono cronache di vite palestinesi: a Ramallah, a Gaza, a Gerusalemme, a Jenin, a Hebron, in Israele, nella diaspora. Raccontano modi diversi di vivere l’occupazione e di resisterle: c’è chi, ritrovandosi coloni israeliani nella propria casa, la sente sulla propria pelle ogni giorno e chi, costretto all’esilio, ne perpetua il ricordo nella memoria e nella letteratura. Ci sono le donne che alle pene dell’occupazione devono aggiungere quelle di una società conservatrice e ultrapatriarcale. C’è una generazione che ha conosciuto la speranza di una possibile soluzione del conflitto, e un’altra – gli oltre due terzi della popolazione palestinese che ha meno di trent’anni – che alla firma degli Accordi di Oslo nel 1993 non era ancora nata e per tutta la vita ha conosciuto solo l’occupazione e il soffocante governo sempre più autoritario (e sempre meno efficace) dell’Autorità nazionale palestinese, per non parlare di quello di Hamas a Gaza. C’è chi si è rassegnato, chi è fuggito e chi, per scelta o necessità, è rimasto e resiste. E se l’occupazione israeliana è il contesto obbligato, la ricchezza dell’esperienza umana e l’individualità delle voci e delle situazioni che animano questo paese frammentato rappresentano il tratto che unisce i puntini: disegnando sì un mostro, ma in negativo, mettendo cioè in risalto il coraggio di chi resiste, la capacità di reagire quotidianamente al trauma individuale e collettivo, la pazienza, la forza e l’ostinazione che essere palestinesi comporta.
€22.00Autore / Autrice : AA.VV.Editore : IperboreaAnno : 2023 -
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Riscrivere il genere
Ricerche, storie e prospettive
Il numero 143 di LiBeR (Luglio-Settembre 2024)Il tema del genere fra corpo, sessualità, percezione ed espressione della propria identità è complesso e per molti aspetti divisivo: proprio per questo non può ammettere trattazioni superficiali e definizioni sommarie. I gender studies ci confermano che le persone costruiscono il genere e lo mettono in pratica ad un doppio livello, individuale e collettivo. Si può tentare, con sguardo particolarmente attento alle nuove generazioni, un approccio al tema che provi a descrivere il modo in cui, nei contesti culturali più diffusi, contribuiamo insieme a loro a fare il genere: attraverso quali atteggiamenti educativi, mezzi artistici, dispositivi mediatici e stili di socializzazione comunichiamo – e quindi esprimiamo attivamente – un ordine sociale radicalmente fondato sul dualismo di genere. Tra moderne espressioni di ”fluidità”, presunto superamento del patriarcato e tensioni verso una compiuta parità di diritti, stiamo assistendo a una reale rivoluzione sociale-antropologica o si tratta di nuove retoriche, nuovi immaginari e micro habitat che non hanno corrispondenza nella dimensione sociale reale? Spaziando fra libri, linguaggi social, approcci pedagogici e pratiche educative, App e videogiochi, in questo numero di LiBeR tenteremo un’indagine che collettiva, che ha come centro di interesse in particolar modo la “generazione Z”: chi si occupa di rappresentare, indagare, comunicare le questioni di genere, oggi? Chi scrive (o ri-scrive) il genere, e in quale prospettiva?
€12.00Anno : 2024







