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    Nel carattere di Kafka è curioso il suo profondissimo desiderio che il padre lo comprendesse e accettasse la sua attività ‘infantile’, la lettura e più tardi la letteratura, che il padre non lo respingesse fuori dalla società degli adulti, la sola indistruttibile, la sola indistruttibile; ciò egli confuse fin dall’infanzia con l’essenza, con la particolarità del suo essere.

    Suo padre era per lui l’uomo dell’autorità, i cui interessi erano limitati ai valori dell’azione efficace. Il padre rappresentava la priorità di uno scopo cui veniva subordinata la vita presente, scopo al quale si attiene la maggior parte degli adulti

    rispondeva con la dura incomprensione del mondo del lavoro (…) Kafka voleva intitolare tutta la sua opera: ‘Tentazioni di evasione dalla sfera paterna’..

    13.00
    Editore : Se
  • Versione Standard

    C’è una forza che segna lo sviluppo delle cose, ne regola il ritmo della crescita, controlla la decadenza e la fine. Goethe ha chiamato questa forza natura e ha usato il tempo della sua vita per inseguirne i segreti, per cercare di svelarli, per mostrare che noi – la nostra scienza, la nostra letteratura – non siamo che una piccola scheggia che ha origine dalla sua infinita potenza creativa.

    La natura è madre, è fondamento di tutto ciò che risplende nella diversità e nell’ordine. Allora, le differenze tra presunti saperi storici, scientifici, letterari sono solo un arbitrio che la cultura moderna ha voluto introdurre per sterilizzare l’energia vitale della natura, per controllarla e, in fine, per dominarla. Ma il dominio della natura è stato pagato con la perdita del significato dell’origine e del fondamento dell’esistenza.

    Gli scritti di Goethe sulla morfologia animale rappresentano un momento essenziale di questa riflessione sul fenomeno naturale. Essi ripercorrono tutta l’attività di ricerca goethiana sull’anatomia, sulla fisiognomica, sull’osteologia: «Ho scoperto non oro né argento» scrive Goethe a Herder «ma ciò che mi procura una gioia inesprimibile: l’osso intermascellare nell’uomo ». Questa scoperta gli doveva confermare l’esistenza, almeno per quanto riguarda gli animali superiori, di un modello, di un tipo generale e costante le cui parti possono variare pur mantenendo una stessa unità formale. Era la dimostrazione dell’organicità vivente della natura, nell’infinita e affascinante varietà delle sue metamorfosi.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 1986
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    Tre letture di Baudelaire

    La malinconia ha un profondo legame con la riflessione e gli specchi. Forse nasce nel punto in cui lo sguardo s’incontra nello specchio, questa “trappola di cristallo”. Baudelaire è stato un mirabile testimone della congiunzione di specchio e malinconia. Un tale motivo, che ha dato vita ad allegorie e a rappresentazioni molteplici, esigeva un ascolto attento.

    Un ascolto qui consacrato ad alcune poesie, tra cui Le Cygne, autentico capolavoro. A questo si aggiunge, sotto l’influenza di Saturno, tutta la serie di “figure chinate”, di occhi che si abbassano su altri sguardi, su sguardi che si rivolgono alle lontananze della patria assente o del vano riflesso. “Vedo tua madre” si legge in La Lune offensée “che piega la greve massa dei suoi anni verso lo specchio, imbellettando artisticamente il seno che t’ha nutrito!

    12.50
    Editore : Se
    Anno : 2006
  • Versione Standard

    Pochi libri hanno avuto un impatto così profondo sul pubblico occidentale come Il Profeta di Gibran. Pubblicato nel 1923 a New York, il capolavoro del poeta libanese s’impose subito come una sorta di «breviario dei laici», guadagnando fama immediata al suo autore e dando il via a quello che ancor oggi è un vero e proprio culto nei suoi confronti.

    I lettori identificarono il protagonista del libro con l’autore, com’egli del resto voleva. Gibran aveva infatti vestito i panni del profeta Almustafà (in arabo «il prediletto», uno degli appellativi di Maometto) per dare maggior incisività al suo messaggio poetico-messianico, in cui sono avvertibili echi di Blake, del Nietzsche di Così parlò Zarathustra, del pensiero induista, buddhista e del misticismo islamico.

    Stilisticamente, Gibran subì l’influsso del romanticismo europeo e della tradizione letteraria cristiana, in particolare della Bibbia: continuamente in bilico tra il sermone e l’epigramma, tra la parabola e l’aforisma, la sua prosa poetica è ricca di similitudini e allegorie visionarie che le conferiscono uno strano fascino e una rara suggestione.

    14.00
    Editore : Se
    Anno : 1985
  • Versione Standard

    Rappresenta un’esperienza di scrittura insolita, nell’intimità del dialogo fra Lou Andreas-Salomé e il poeta, la monografia che lei volle dedicargli subito dopo la sua morte il 29 dicembre 1926. Pubblicato nel 1928, Rainer Maria Rilke. Un incontro raccontava “un incontro” senza precedenti.

    Vi erano trascritti, è vero, passi interi di un dialogo epistolare all’epoca ancora inedito, ma non si trattava qui di ricostruire un rapporto di amicizia o di salvaguardarne la memoria: il lavoro del lutto da cui il saggio prendeva avvio era, appunto, soltanto l’avvio di una valutazione complessiva dell’itinerario umano e poetico di Rilke.

    L’abituale agilità della scrittura di Lou Andreas-Salomé nel contravvenire alle regole dei generi letterari permetteva anche qui, allo stile, di muoversi fra l’indagine critica, il trattato scientifico, la prosa poetica, ma il suo libero movimento corrispondeva d’altro canto alla necessità di montare, in forma narrativa, un insolito dialogo. Al di là del dialogo, e a quasi un secolo dalla sua pubblicazione, l’intelligenza critica di queste pagine rimane incontestata.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 2012
  • Versione Standard

    In strutture formali concise ed essenziali, alternando poesie a pagine narrative di intenso lirismo, ma sempre con linguaggio limpido ed essenziale, l’autore contempla e descrive gli aspetti più affascinanti della natura, concependoli come momenti di illuminazione e di penetrazione spirituale.

    «Apro dunque con tristezza la finestra per mitigare almeno un poco la malinconia del viaggio e contemplo il tenue chiarore della luna dopo il crepuscolo, e il Fiume d’Argento in mezzo al ciclo e il vivido bagliore delle stelle, ma l’animo mi manca e le viscere mi si straziano per la tristezza quando odo il fragoroso frangersi dei marosi che si avventano dall’alto mare contro gli scogli: non riesco a riposare sul mio guanciale d’erba e di continuo bagno senza un motivo preciso le maniche della mia veste (tinta) d’inchiostro»

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 2001
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    Pensieri improvvisi, folgoranti aforismi, squarci di racconti mai più elaborati sono raccolti in questo “Quaderno d’appunti”, pubblicato postumo e limpidamente tradotto da un’altra grandissima scrittrice, Elsa Morante.

    La breve vita di Katherine Mansfield vi si illumina di tonalità nuove, in particolare per i suoi ultimi anni, quando la sua ricerca di una verità oltre la letteratura la porta a mettersi in discussione, a confrontarsi drammaticamente con la vita.

    La mia mente non ha più freno. Io ozio, cedo, affondo nella disperazione.

    (7 febbraio 1922)

    16.00
    Editore : Se
    Anno : 2011
  • Versione Standard

    Nei due saggi qui presentati, Disobbedienza civile e In difesa del capitano John Brown, esempi tra i più straordinari della saggistica e dell’oratoria di tutta la tradizione culturale americana, l’esigenza di una critica delle istituzioni assume un vigore decisivo, configurandosi come richiesta di fondamentali riforme nella sfera più strettamente politica.

    La condanna di Thoreau nei confronti del governo statunitense riguarda in particolare la permissione della schiavitù e la guerra espansionistica contro il Messico. Proprio da quest’esperienza nasce Disobbedienza civile, in cui egli spiega i motivi del suo arresto ingiusto, sostenendo che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo.

    Con un eloquio di rara forza espressiva e trasparente lucidità dichiarativa, la coscienza individuale viene posta al di sopra di ogni tradizione e di ogni istituzione.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 1992
  • Versione Standard

    Raggiungeremo l’ordine democratico solo con la partecipazione di tutti in quanto persone, il che corrisponde alla realtà umana. E l’uguaglianza di tutti gli uomini, “dogma” fondamentale della fede democratica, dovrà essere uguaglianza tra persone umane, non tra qualità o caratteri, perché uguaglianza non significa uniformità. È, al contrario, il presupposto che permette di accettare le differenze, la ricca complessità umana e non solo quella del presente, ma anche quella dell’avvenire. È la fede nell’imprevedibile.

    Sarà un’utopia pensare che quest’ordine, invece di escludere delle realtà, le possa includere piano piano tutte quante?

     

    21.00
    Editore : Se
    Anno : 2020
  • Versione Standard

    Una stanza tutta per sé ha avuto e continua ad avere il valore di un manifesto: rivendicando il diritto della donna alla creatività, alla scrittura, Virginia Woolf pone di fatto in crisi il ruolo subordinato che ha avuto per secoli in un sistema dominato dai valori maschili.

    Una stanza tutta per sé e cinquecento sterline annue di rendita sono le condizioni minime necessarie per una donna che scrive” afferma. E Marisa Bulgheroni, nel saggio che accompagna questa edizione tradotta da Livio Bacchi e J. Rodolfo Wilcock, così commenta tali condizioni: “La duplice richiesta ha una rivoluzionaria carica metaforica: se la donna è stata per secoli assente dalla storia, negata, rimossa, non potrà nascere a se stessa, alla propria parola, se non conquistando il diritto fisico, economico, alla vita sociale”.

    20.00
    Editore : Se
    Anno : 2012
  • Versione Standard

    Cordelia mia,

      un abbraccio è una battaglia?

    Tuo Giovanni

    Il diario del seduttore, pubblicato da Kierkegaard nel 1843, mette in scena l’astuto ed elegante gioco estetico del seduttore che conquista la sua preda incantandola con le armi dello spirito. Si tratta di una figura demoniaca, che arriva a possedere la donna, rapita dalla musica ammaliante della sua arte, per poi abbandonarla in una logorante disperazione.

    20.00
    Editore : Se
    Anno : 2013
  • Versione Standard

    Il soggiorno di Rilke a Firenze non fu lungo; ma l’attività svolta dovette essere intensa. Musei, chiese, palazzi, conventi, gallerie (persino quella del principe Corsini, di difficile accesso), nulla rimase inesplorato. Furono fatte escursioni non solo a Bellosguardo, a Fiesole, a Settignano e alla Certosa, ma a Maiano, a Rovezzano, a Bagno a Ripoli. Il frutto di tale primo contatto con realtà profondamente diverse da quelle conosciute sino allora non fu tanto l’ albo o quaderno di riflessioni e ricordi che riempì per donarlo, testimonianza di amore e di ammirazione, a Lou Salomé, la donna amata, quanto un nucleo di idee e di concezioni che attraversano in modo più o meno visibile tutta la sua opera e alimentano la fase estrema della sua poesia.

    19.00
    Editore : Se
    Anno : 2011
  • Versione Standard

    Un tempo, se ben mi ricordo, la mia vita era un festino dove si aprivano tutti i cuori, dove tutti i vini scorrevano.
    Una sera, ho fatto sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. – E l’ho trovata amara. – E l’ho ingiuriata.
    Mi sono armato contro la giustizia.
    Sono fuggito. O streghe, o miseria, o odio, è a voi che il mio tesoro è stato affidato!
    Io giunsi a far svanire nel mio spirito tutta la speranza umana. Su ogni gioia per strozzarla ho fatto il balzo sordo della bestia feroce.
    Ho invocato i boia per mordere, morendo, il calcio dei loro fucili.
    Ho invocato i flagelli, per soffocarmi con la sabbia, con il sangue. La sventura è stata il mio dio. Io mi sono disteso nel pantano. Io mi sono asciugato all’aria del crimine. Ed io ho giocato dei bei tiri alla follia.
    E la primavera m’ha portato l’orrendo riso dell’idiota.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 2004
  • Versione Standard

    I tre racconti qui presentati (Rosa Alchemica, Le tavole della Legge e L’adorazione dei Magi) si nutrono d’umori simbolisti e decadenti, e sono un tipico prodotto della fin de siècle, per quel loro giocare con estasi cristiane e peccaminose devozioni alla bellezza pagana, con arte e magia, con vaghe penombre e fumi d’incenso, cappelle goticheggianti e stanze nascoste da arazzi pieni del blu e del bronzo dei pavoni; e per lo stile suggestivo ed evasivo che preferisce i simboli ai personaggi, le allegorie ai fatti, i segreti sussurrati alle cose dette a voce chiara.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 1998
  • Versione Standard

    Nel 1926, ancora ignaro della morte incombente, Rainer Maria Rilke indirizza, su invito di Boris Pasternak, una lettera a Marina Cvetaeva che accompagna i suoi ultimi due volumi di poesie. Della poetessa esule Rilke non conosce nulla; sa soltanto, attraverso Pasternak, che legge con grande ammirazione i suoi versi. La risposta non si fa attendere. Dall’esilio francese Cvetaeva risponde subito; e in tedesco, la lingua appresa dalla madre nella sua infanzia. E con una lettera d’amore. Alla quale Rilke, a sua volta, risponde con slancio.

    Senza mai incontrarsi, i due poeti vivono, da una lettera all’altra, la storia di un vero “amor di lontano”, come quello cantato dai trovatori. Un’arcana frenesia sommuove le singole lettere, come se entrambi inconsapevolmente sapessero che il tempo del loro dialogo è fatalmente contato, prossimo a scadere.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 2010
  • Versione Standard

    L’amicizia in cui Joë Bousquet e Simone Weil si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze sapienziali corrispondenti a modalità differenti di trovare il proprio io in stati d’ispirazione verso se stessi e il mondo, oltre l’inesaurienza sperimentata della vita.

    L’incontro fu preludio di una amicizia intensa e trasparente come il desiderio che la fondava; fu dialogo tra un essere martoriato dalla sofferenza fisica, costretto a ricercare nell’oppio e nella creazione l’oblio della vita assente, e un’anima torturata dalla sventura degli uomini, tesa a realizzare l’impossibile progetto di assumere nella propria carne tutto il dolore umano.

    12.00
    Editore : Se
    Anno : 1994
  • Versione Standard

    Memorie di un pazzo fu scritta nel periodo più acuto di trasformazione delle idee tolstojane, al momento, come dice egli stesso, della sua nascita spirituale. Le condizioni di ogni mutamento e d’ogni trapasso sono dolorose; Tolstoj ne soffrì in modo particolare.

    Questa novella è una testimonianza dello stato d’animo agitato e caotico di Tolstoj in quel tempo.

    Tolstoj pone il quesito se sia pazzo chi vive soltanto d’interessi e di sentimenti egoistici, materiali e animali, senza misurarne la vanità e dimenticando che la morte riduce a nulla siffatti interessi e sentimenti; o se, piuttosto, non sia pazzo chi riduce la vita al solo piacere dello spirito: mentre soltanto la comunione con Dio, e quella con gli uomini attraverso l’amore e il sacrificio di se stesso, possono procurare tale godimento fino a quando la morte non libera lo spirito dal corpo.

    13.00
    Editore : Se
    Anno : 2006
  • Versione Standard

    Vengono qui riproposti alcuni testi fondamentali di Amelia Rosselli (Parigi 1930-Roma 1996), uno dei massimi poeti contemporanei. Al poema La libellula, scritto nel 1958 e che “ha come tema centrale la libertà”, seguono trentuno poesie del 1963-1965 tratte da Serie ospedaliera. Il tono “piuttosto volatile” del poema, concepito (è sempre l’autrice a suggerirlo) “in forma di drago che si mangia la coda” o a imitazione di un “rullo cinese”, è abbandonato o forse genialmente compresso e inglobato nei componimenti di Serie ospedaliera, caratterizzati da quella densità oracolare – al tempo stesso neutrale e folgorante, impenetrabile e straziata – in cui la critica ha ravvisato la specificità e il carattere potentemente innovativo del lavoro di Amelia Rosselli.

    Come ha scritto Pier Paolo Pasolini nel 1963: “[…] In realtà questa lingua è dominata da qualcosa di meccanico: emulsione che prende forma per suo conto, imposseduta, come si ha l’impressione che succeda per gli esperimenti di laboratorio più terribili, tumori, scoppi atomici, dominati solo scientificamente, ma non nei sintomi della terribilità, in quel loro accadere ormai oggettivo. Sicché il magma – la terribilità – è fissato in forme strafiche tanto più chiuse e assolute quanto più arbitrarie. […] Direi che non mi sono mai imbattuto, in questi anni, in un prodotto del genere, così potentemente amorfo, così oggettivamente superbo”. Completano il volume alcuni scritti autobiografici, tra cui il mirabile Diario ottuso.

    19.00
    Editore : Se
    Anno : 1958
  • Versione Standard

    A tutti noi, in un dato momento, la nostra esistenza si è rivelata come qualcosa di particolare, inalienabile e stupendo. Quasi sempre questa rivelazione avviene durante l’adolescenza. La scoperta di noi stessi si manifesta come un saperci soli; tra il mondo e noi s’innalza un’impalpabile, trasparente muraglia; quella della nostra coscienza. Fin dalla nascita ci sentiamo soli; ma bambini e adulti possono superare la loro solitudine e dimenticare se stessi mediante il gioco o il lavoro, mentre l’adolescente, oscillando tra l’infanzia e la giovinezza, rimane sospeso per un istante di fronte all’infinita ricchezza del mondo. L’adolescente si stupisce di esistere. E allo stupore segue la riflessione: chino sul fiume della sua coscienza si domanda se quel volto che affiora lentamente dal fondo, deformato dall’acqua, è il suo. La particolarità di esistere – mera sensazione del bambino – diventa problema e domanda, coscienza che interroga. Ai popoli in fase di crescita succede qualcosa di simile. Il loro essere si manifesta come interrogativo: che cosa siamo e come realizzeremo quello che siamo?

    20.00
    Editore : Se
    Anno : 2013
  • Versione Standard

    Cara Lou, tu ‘sai e comprendi’; potessi per un secondo vedere con i tuoi occhi, come credo tu veda, essere l’Altro che riconosce

    scriveva Rainer Maria Rilke da Parigi il 26 giugno 1914, auspicando per sé quanto il pensiero dell’amica praticava per virtù innata: quel movimento dall’Io all’Altro che ricongiunge l”Erlebnis’, l’esperienza interiore, con una sua più vasta comprensione. Da un simile movimento deriva, a ben vedere, anche la peculiare difficoltà della sua scrittura che, sprezzando i confini dei generi letterari, muove dal registro teorico all’evocazione lirica, dalla prosa narrativa a quella saggistica, assecondando un’intertestualità che è innanzi tutto prassi ermeneutica, un infinito rilanciare l’atto della comprensione. Così, scrivere di sé significa, al contempo, scrivere dell’Altro; così, scrivere dell’Altro significa, al contempo, scrivere di sé, trasformando la distanza – cruciale parola nel lessico di Andreas-Salomé – in un’inedita vicinanza.

    Nel solco di un simile, periglioso movimento fra polarità opposte si dischiude lo ‘sguardo sulla vita’ di un’autobiografia dalla forma quanto mai insolita, a priori inconclusa, radicalmente sperimentale nel suo sforzo di attingere alla comprensione ovvero alla verità. Ciò che la scrittura di sé intraprende in queste pagine autobiografiche, scritte perlopiù fra il 1931 e il 1932, è dunque meno un viaggio a ritroso attraverso i ricordi personali, che non una rappresentazione dei medesimi affinché, nel loro disegno, si possa ricomporre una immagine fondamentale della Vita.

    22.00
    Editore : Se
    Anno : 2017
  • Versione Standard

    Dalla Rivoluzione francese si è sviluppata la viziosa tendenza rincretinente a pensare che i geni (a parte la loro opera) siano degli esseri umani più o meno simili in tutto al resto dei comuni mortali. Ciò è falso. E se ciò è falso per me che sono, nella nostra epoca, il genio dalla spiritualità più vasta, un vero genio moderno, è ancora più falso per i geni che incarnarono l’apogeo del Rinascimento, come Raffaello genio quasi divino.

    Questo libro testimonierà che la vita quotidiana di un genio, il suo sonno, la sua digestione, le sue estasi, le sue unghie, i suoi raffreddori, il suo sangue, la sua vita e la sua morte sono essenzialmente differenti da quelli della restante umanità. Questo libro unico è dunque il primo diario scritto da un genio. Di più, dall’unico genio che abbia avuto la fortuna unica d’essere sposato con il genio di Gala, l’unica donna mitologica dei nostri tempi. Ben inteso, qui non dirò tutto. Ci saranno delle pagine bianche in questo diario che copre gli anni dal ’52 al ’63 della mia vita ri-segreta.

    Ecco le ragioni uniche e prodigiose, ma strettamente veridiche, per cui tutte le pagine seguenti, dal principio alla fine (e senza che io c’entri per nulla), saranno geniali in modo ininterrotto e ineluttabile, per il solo fatto che si tratta del Diario fedele del vostro fedele e umile servitore

    Salvador Dalí, 1963

    21.00
    Editore : Se
    Anno : 1964
  • Versione Standard

    Questo non è un altro libro su Picasso: è il libro di Picasso, pensato, raccontato, scritto da Picasso.

    Mario De Micheli, che lo ha curato, ha infatti riunito in esso tutte le poesie che Picasso è andato scrivendo, soprattutto intorno al ’35, e la commedia, “Il desiderio preso per la coda”, che scrisse nel ’41 e che nel ’44 ebbe interpreti eccezionali quali Queneau, Sartre, Simone de Beauvoir; ha quindi raccolto le dichiarazioni, le professioni di fede, le lettere, le interviste fondamentali in cui si esprime nel modo più esplicito e immediato il mondo ideale di Picasso, la sua visione umana, politica, estetica. Nel libro infine sono riuniti anche gli insostituibili colloqui con Kahnweiler, l’amico e il mercante che fu a fianco di Picasso fin dagli anni eroici del primo cubismo.

    Tutto questo ricchissimo materiale, già disperso in giornali, riviste e libri, e in qualche caso inedito, è qui ordinato e annotato. Ne è nata così un’opera per molti aspetti straordinaria, in cui la vitalità e la genialità di Picasso si manifestano ora in un gioco crepitante di immagini, ora nella battuta mordente, quasi epigrammatica, ora nello scatto fulminante di un’intuizione critica, nella spregiudicata allegria di un improvviso paradosso. Questo libro risulta illuminante anche per quanto riguarda l’arte di Picasso. Scoprendoci certi meccanismi interiori della sua psicologia, rivelandoci il funzionamento del suo mondo fantastico.

    22.00
    Editore : Se
    Anno : 1998