Cantus firmus

collana di poesia a cura di Franca Mancinelli e Rossana Abis

Un dio, se lo canti,

restituisce il suo silenzio in dono.

(Rainer Maria Rilke)

 

Esistono parole come sorgenti, l’estuario ne riporta la grazia iniziale, in un ritmo circolare di andata e ritorno che ripete il ciclo d’ogni cosa, quel «procedere di inizio in inizio per degli inizi che non avranno mai fine» di San Gregorio di Nissa.

Così è il cantus firmus, la melodia preesistente che, nella musica polifonica, funge da base al gioco contrappuntistico delle voci. Esso indica il centro, la base da cui si diramano, a raggiera, in crescendo, il tema e le infinite variazioni; la ‘voce prima’, il linguaggio che diviene armonia perché cede all’irruzione del ritmo auratico della poesia. Questa armonia ha in sé la sacralità del cerchio, quella delle onde prodotte dal sasso lanciato in uno stagno, del fondale che è immutabilità e memoria dinamica della superficie.

Come una nota dominante, il cantus firmus della poesia abita tutte le cose del creato; per poterlo scorgere c’è bisogno di uno sguardo che in filigrana riesca a vedere le trame nascoste, auscultando il battito interno.

Nella nostalgia d’una totalità che non si arrende di fronte all’ottundimento del senso del sacro, la parola poetica evoca il desiderio di una fonte che si rinnova senza fine, e indica come risalirla attraverso le tracce di suono che costituiscono richiamo e segno.

Più a lungo il cantus firmus viene mantenuto, più chiara la direzione, perché il contrappunto, confronto tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, tra l’orizzontalità della melodia e la verticalità dell’armonia, possa restituire la polifonia dell’esistenza nella sua interezza. Solo così il verso si fa bussola di un luogo e di un tempo che hanno sconfitto la storia, promessa di un’unità senza separazione, di un ritmo che si offre come parola di comunione, condivisa preghiera.

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    nel dire di una trasformazione di materie

    liquefacendosi scostante nello spostamento

    nello strappo – un amore più grande di quello

    tra me e voi, te e me nella specie, acqua su acqua

                                                  Remo Pagnanelli

     

    Autore: Remo Pagnanelli

    Titolo: Atelier d’inverno

    Collana: Cantus firmus | 3

    Formato: 15×21 cm – brossura cucita

    Pagine: 192

    In uscita a ottobre

    Remo Pagnanelli

    15.00
    Editore : Edizioni Anima Mundi
    Collana : Cantus firmus
    Autore : Remo Pagnanelli
    Anno : 2022
  • Versione Standard

    La sua poesia col tempo 

    si consuma,

    diventa mormorio, 

    traccia e segno…

    e, nelle vene dell’alloro, 

    soffio di vento.

     

    L’uccello del cardo e la ciotola della sorgente 

    leggono quel segno.

     

    Autore:        Fuad Rifka

    Titolo:         L’ultima parola sul pane

    Collana:      cantus firmus | 2

    Formato:     15×21 cm – brossura cucita

    Pagine:         88

    Fuad Rifka

    13.00
    Editore : Edizioni Anima Mundi
    Collana : Cantus firmus
    Autore : Fuad Rifka
    Anno : 2022
  • Versione Standard

    Autore: Roberto Carifi

    Titolo: Ablativo assoluto

    Curatore: Domenico Pelini

    Postfazione: Benedetta Silj

    Collana di poesia: cantus firmus | 1

    Formato: 15×21 cm – brossura cucita

    Pagine: 120

     

    La raccolta di inediti e nuovi componimenti di Roberto Carifi giunge oggi come un dono di raccoglimento di fronte all’esperienza globale dell’incertezza e della perdita. Carifi traccia ora, in contrappunto magistrale, i paesaggi della fiducia e della mitezza quando “la malattia si arrende” alla “parola esatta”, al dire sublime che si spoglia e che perdona.

    Roberto Carifi

    13.00
    Editore : Edizioni Anima Mundi
    Autore : Roberto Carifi
    Collana : Cantus firmus
    Anno : 2021