L’ottavo giorno della settimana

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L’ottavo giorno non è un tempo, ed è tuttavia “il tempo” sempre tacitamente presente, necessario a vivere il senso di un frangente che è vita, la più fonda, la più vera. Parallelo al silenzio, contiene tutto l’ineffabile, ma insieme avvolge ogni parola, la sua anima, ogni evento, ogni passaggio. L’ottavo giorno è la fine, la consumazione, la trasfigurazione, e insieme il principio, l’origine, la bellezza e l’incanto, la pienezza e il vuoto che la fa risaltare.

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Categorie: , Anno 2008

Autore Christian Bobin

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Descrizione

L’ottavo giorno non è un tempo, ed è tuttavia “il tempo” sempre tacitamente presente, necessario a vivere il senso di un frangente che è vita, la più fonda, la più vera. Parallelo al silenzio, contiene tutto l’ineffabile, ma insieme avvolge ogni parola, la sua anima, ogni evento, ogni passaggio. L’ottavo giorno è la fine, la consumazione, la trasfigurazione, e insieme il principio, l’origine, la bellezza e l’incanto, la pienezza e il vuoto che la fa risaltare.

 

Estratti dal libro

Il silenzio è la più alta forma del pensiero, e, sviluppando in noi questa attenzione muta al giorno, troveremo il nostro posto nell’assoluto che ci circonda.

 

È nostro compito – quando tutto ci viene a mancare e tutto s’allontana – dare alla nostra vita la pazienza di un’opera d’arte, la flessibilità dei fuscelli schiacciati dalla mano del vento, in omaggio all’inverno.

 

Forse è solo così con l’evidenza della loro impotenza che le parole cominciano a dirci qualcosa.

 

Vi è una gioia elementare dell’universo, che viene oscurata ogni volta che si pretende d’essere qualcuno, o di sapere qualcosa.

 

Le cose più umili ci invitano a una festa infinita – i frutti come le pietre, le erbe come le stelle – e per goderne appieno dobbiamo imparare quel tocco immediato dello spirito di cui i pittori hanno il privilegio. Questo costante esercizio della tenerezza, questa volontà del semplice.

 

E’ una cosa bella scrivere: significa, tramite la solitudine estrema, venire a contatto con l’estrema presenza. Il solitario è colui che non è mai più solo perché tutte le cose vanno da lui, a trovare il proprio nome.

 

Edizioni Servitium

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Anno

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