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    Disabilità e liberazione animale

    Un pensiero mi ha attraversata: se l’oppressione animale e quella di chi è disabilitato sono intrecciate, non si potrebbe dire lo stesso dei rispettivi percorsi di liberazione?

    Sunaura Taylor, in questo libro scabroso, ruvido, difficile nel porsi questioni alle quali non è possibile rispondere se non vivendole nella contraddizione, ci indica un cammino arduo. Da pensatrice radicale, essenziale, Sunaura Taylor, artista, attivista per i diritti dei disabili e degli animali, affronta in questa sua opera, smontandole, le diverse maschere della normalità. Di ciò che si può definire abilismo. Di una visione antropocentrica del mondo. Di una visione patriarcale e razzista che attraversa le nostre società che definiamo civili. «Gli animali sono la carne», questo pensiero affiorato nell’infanzia la guida e orienta la sua vita.

    Nella pervicace ostinata ricerca di un’appartenenza comune, tra animali umani e animali non umani; tra disabili e persone normodotate. Come se le coercitive dicotomie occidentali, pensate per esercitare un dominio, fossero di volta in volta annullate, disincastrate, sciolte, rese inconsistenti. Non per approdare a un’uguaglianza omologante, ma per sfociare in un rapporto profondo e vivificante, in cui uguaglianza e differenza mantengano la loro reciproca e indissolubile conflittualità, complementarietà, senza che l’una prevalga sull’altra. Gli animali siamo noi, tutti noi. Dobbiamo sciogliere le catene che li (ci) imprigionano. La cura diviene così una forma di interdipendenza, di etica liberatrice.

    Sunaura Taylor

    18.00
    Editore : Edizioni degli animali
    Autore : Sunaura Taylor
    Anno : 2021
  • Versione Standard

    Se nei romanzi l’immaginazione ritrova i suoi luoghi, come un giardino incolto che cresce accanto ai ruderi di una casa abbandonata, nei racconti la brevità del cammino impone una via diversa. Leggendoli si arriva sempre sul ciglio di un burrone, non importa quanti fiori ci siano sul sentiero. L’Oceano nella scatola di fiammiferi è un catalogo delle passioni e miserie umane. I personaggi reali e immaginari sono tipi psicologici, mondati raccontandoli, dalla brama di possesso, dal narcisismo, dalla vanità.

    L’Oceano nella scatola di fiammiferi è una discesa in un istante-spazio che si spalanca, lasciando presagire il vuoto dietro ogni cominciamento. Santità di questo nulla che va riconosciuto e custodito in sé ma non per idolatrarlo. Nel mondo di oggi non ci sono imperdonabili, siamo tutti fin troppo perdonabili. Crudeltà che divora il male dicendolo. Come ci ricorda un poeta in esergo: «È grazie alla crudeltà che le cose si coagulano, si formano i piani del creato. Il bene è sempre sulla faccia esterna, ma la faccia interna è male. Un male che alla lunga finirà per essere domato, ma solo nel supremo istante in cui tutto ciò che fu forma sarà prossimo a ripiombare nel caos».

    Riccardo Corsi

    10.00
    Editore : Edizioni degli animali
    Autore : Riccardo Corsi
    Anno : 2021
  • Versione Standard

    Proprio ai limiti della città il deserto rappresentava per me una rottura salvatrice. Rispondeva a un bisogno del corpo e dello spirito e mi ci inoltravo con desideri del tutto contrastanti: perdermi, un giorno, per ritrovarmi. Il posto che ha il deserto nei miei libri non è dunque una semplice metafora.

    Per Edmond Jabès, ebreo e scrittore (come lui stesso amava dire), cresciuto in un paese arabo, di nazionalità italiana, e di madre lingua francese, antifascista, costretto poi all’esilio in Francia, l’essere straniero e l’inquietudine dell’ospitalità sono un destino, un cammino. Il deserto è per lui uno spazio senza tempo, vuoto, immenso. Luogo della presenza dell’assenza. Di una parola stregata dal silenzio che la abita. Il desiderio di un Libro assoluto e impossibile precede il mondo. Come se in un curioso rovesciamento la scrittura venisse prima dell’oralità. «Il mondo esiste perché il libro esiste». «Il nome ci precede», e ancora «è la nominazione che ho tentato di ritrovare».

    L’esilio, l’erranza talmudica, l’interrogazione che ogni libro di Jabès suscita in noi, riaffiorano in questa intervista che «non è né solo scritta né solo orale», con Marcel Cohen. I temi di Jabès compaiono qui, come figure che si avvicinano al lettore dai margini bianchi della pagina. Non si può scrivere su Jabès, ma per e con Jabès. È da questo chemin des sources che il poeta proviene. «Dove il rischio è assente, non può esserci scrittura».

    Questo grande poeta sembra guidarci, prendendoci per mano, con la sua voce dolce e i suoi occhi chiari, là dove «è il linguaggio, soltanto, a dare l’esistenza». Quel luogo deserto dove: «lo scrittore scrivendo non è diventato singolo. È diventato anonimo».

    Edmond Jabès

    14.00
    Editore : Edizioni degli animali
    Autore : Edmond Jabès
    Anno : 2021
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    Ecco il primo Cahier de Monstres, quaderno di segni, i mostri sono prodigi, ammonimenti. Dedicato all’opera di un’artista profondamente originale, Teresa Iaria. Un racconto nel tempo, che è insieme autobiografia, riflessione, dichiarazione di poetica, laboratorio in atto.
    Ogni immagine è già stata detta, ma siccome nessuno ascolta bisogna sempre ricominciare.

    Come nelle caverne di Lascaux, l’artista percorre a ritroso la figurazione cancellando, con il suo operare, la mendace divisione di astratto e figurativo. Bisogna dipingere nel buio che precede la distinzione di luce e tenebra, là dove l’origine sta per accadere.

    Teresa Iaria nel suo lavoro di artista, nel suo tenace corrispondere a una vocazione, getta ogni figura nel caos primordiale che l’ha concepita. Come se l’immagine fosse inscindibile dal suo movimento, sempre sul punto di divenire altro: una metamorfosi che è un eterno fiorire, una fioritura successiva. In questi stupendi giardini immaginali, abitati da una strana, misteriosa grazia.

    Teresa Iaria

    20.00
    Editore : Edizioni degli animali
    Autore : Teresa Iaria
    Anno : 2020
  • Versione Standard

    «La Natura è un tempio», «l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli», patire queste corrispondenze significa lasciarle accadere. Bisogna scrivere come se si dipingesse en plein air, immersi nel verde assediato dal cemento delle nostre città disincarnate. Il mare della terra è questo canto simbolico, lontano dalla rappresentazione del reale, da una narrazione idolatrica.

    La natura simbolica del reale fiorisce in questo libro che è uno specchio, un sogno e una preghiera. Esso riflette il mondo come lo sogniamo e lo sogna com’è realmente. E la preghiera, sono le margherite di un prato di periferia, vicino a un canale malinconico dove passa un rivolo d’acqua.

    Wangarr è il racconto di una città totale, una città mondo (e dei mondi dentro al mondo), e del desiderio della Natura di essere libera di fiorire in questa città prigione. I camaleonti siamo noi e l’alterità rimossa (la tribù Marayana), l’onda d’aria è quello che ci sta accadendo, «Chi ha orecchi per intendere, intenda!».

    Arcipelago è un altro modo di raccontare le nostre origini, la storia di Ulisse e del suo non ritorno. La foresta di simboli parla attraverso di noi, dice: Il mare della terra.

    Riccardo Corsi

    14.00
    Editore : Edizioni degli animali
    Autore : Riccardo Corsi
    Anno : 2020
  • Versione Standard

    Tra i molti volumi che oggi affollano le librerie e parlano di Natura, questo libro di Paul Shepard spicca come un papavero cresciuto a ridosso del muro esterno di un centro commerciale, o come un orso proveniente dai boschi selvaggi, nell’atto di attraversare un campo di girasoli.

    Paul Shepard, filosofo, biologo, antropologo, in questo suo libro Natura e follia, fortemente teorico e originalissimo, ripercorre le tappe della storia dell’umanità, nella sua progressiva alienazione, tramite l’analisi di figure irradianti, snodi di senso: gli addomesticatori, i padri del deserto, i puritani, i meccanicisti. Che sono volti e raffigurazioni dell’umano nei suoi rapporti con ciò che non è umano, ma che lo definisce: il mondo naturale, la terra. I cacciatori-raccoglitori ancestrali sono all’origine della sua riflessione, senza essere ‘edenizzati’. «La domanda che mi pongo è: perché gli uomini si ostinano a distruggere il loro habitat»? Shepard rintraccia le cause dei mali che affliggono il nostro essere nel mondo, incrociando varie discipline. La sua anamnesi è un atto pedagogico assoluto, rivolto a una società feroce e immatura.

    Questa che avete tra le mani è la prima traduzione in lingua italiana di un’opera di Paul Shepard.

    Paul Shepard

    14.00
    Editore : Edizioni degli animali
    Anno : 2020
    Autore : Paul Shepard