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Il carteggio fra lo scrittore e filosofo tedesco Ernst Jünger (1895-1998) e il chimico svizzero scopritore dell’LSD Albert Hofmann (1906-2008) si estende per circa mezzo secolo, precisamente dal 1947 fino alla morte di Jünger.

I due si conoscono per via epistolare, si telefonano, si incontrano e faranno dei viaggi insieme, ad esempio nello Sri Lanka e a Creta. Ma a questi viaggi si devono aggiungere anche quelli legati agli esperimenti con le droghe, che in entrambi i casi porteranno a opere letterarie divenute dei classici sull’argomento. Pensiamo, nel caso di Jünger, ad Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza (1969), e per Hofmann a LSD, il mio bambino difficile. Riflessioni su droghe sacre, misticismo e scienza (1979).

Nel presente epistolario, uscito di recente in tedesco e che si pubblica qui per la prima volta in italiano, è possibile vedere in presa diretta la genesi esistenziale e quotidiana delle riflessioni di ognuno dei due personaggi, il filosofo-narratore (ma anche entomologo, conoscitore di botanica, etnografia, morfologia) e lo scienziato erudito appassionato di libri e di letteratura.

I loro ragionamenti riguardo all’LSD – ma anche riguardo a diverse altre sostanze psicotrope o stupefacenti, come ad esempio i funghi messicani – vanno largamente oltre la dimensione ludica o meramente autodistruttiva, e prospettano un’alternativa all’esistenza comune, piccolo-borghese, accendendo uno stimolo verso una diversa forma di conoscenza.

Entrambi vissuti oltre i cento anni, Jünger e Hofmann mostrano come attraverso gli allucinogeni sia possibile aprire un accesso alla dimensione del viaggio nel solco della «veggenza», la stessa che Rimbaud riassumeva nel suo «I veri viaggi sono immobili»; una dimensione che, nonostante il consumo di massa dagli anni della psichedelia in poi, lascia intravedere continenti ancora in larga parte inesplorati.

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Nota biografica

Jünger nacque a Heidelberg il 29 marzo 1895 . Volontario nella prima guerra mondiale, ha idealizzato la guerra come prova di coraggio e presa di coscienza di ignote dimensioni psichiche. Svolse una intensa attività pubblicistica (fra le altre collaborazioni, la rivista "Arminius", il mensile "Widerstand"), fu una multiforrme figura di polemista, saggista, scrittore, romanziere. Tra le sue opere, Sulle scogliere di marmo (Auf den Marmorklippen, 1939), Il lavoratore (Der Arbeiter, 1932), gli Epigramme di ispirazione schopenhaueriana, i diari della seconda guerra mondiale (Strahlungen, 1949), i romanzi Heliopolis, del 1949, e Gläserne Bienen (Le api di vetro, 1957).

Albert Hofmann, (1906-2008), ha studiato Chimica all’Università di Zurigo. Dal 1929 al 1971 ha lavorato come ricercatore chimico presso l’azienda farmaceutica Sandoz (ora Novartis) di Basilea, dove ha sintetizzato nel 1943 la dietilamide dell’acido lisergico (LSD) e dove ha diretto, in seguito, il dipartimento Prodotti naturali. Hofmann è stato membro del Comitato per il Nobel e dell’Accademia Mondiale delle Scienze. Nell’ottobre 2007 è stato inserito nella classifica dei 100 Geni Viventi, occupando la prima posizione a pari merito con Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web. È autore di libri e di numerose pubblicazioni scientifiche; per Urra ha pubblicato Alla scoperta dei misteri eleusini (in collaborazione con Carl Ruck e Gordon Wasson, 1996), per Feltinelli Lsd. Il mio bambino difficile. Riflessioni su droghe sacre, misticismo e scienza (2015).

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