Enteogeni

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    Allucinogeni di origine vegetale

    Molti sono gli strumenti che modificano la coscienza e forse il più importante di tutti, per antichità, per universalità, è stato l’uso di vegetali psicoattivi: in ogni parte del mondo sono diffuse piante e funghi il cui consumo produce visioni, allucinazioni e profondi stati emozionali diversi. In tutti i continenti sono esistite – e continuano a esistere – culture che utilizzano questi vegetali per trascendere la realtà ordinaria. La razza umana li ha immediatamente utilizzati; “immediatamente” nel senso di “senza mediazione”: non vi era bisogno di particolari elaborazioni per accettarli, perché essi erano “cibo”, un qualcosa da immettere nel corpo per vivere. Questa eredità biologica, senza distinzione di razza o popolo, non ha alcun bisogno di particolari spiegazioni circa la sua utilità: queste sostanze stimolano la mente, e l’uomo ha imparato nella fondamentale lotta per la sopravvivenza che con le sole mani, le sole gambe, il solo corpo, non può vincere: lo può solo con la mente, con la coscienza.

    Gilberto Camilla

    25.00
    Editore : Nautilus
    Autore : Gilberto Camilla
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    Rospi. Molti di questi animaletti hanno nelle loro ghiandole cutanee una sostanza allucinogena. L’uso di questa sostanza, estratta dal Bufo Alvarius, è ampiamente documentato nelle Americhe dove il culto del rospo/dio psichedelico era molto diffuso, tanto da mantenere a palude vaste aree per permetterne un normale e costante rifornimento. Lo sanno anche i bambini che la coda di rospo è un ingrediente molto volentieri presente nei calderoni di streghe e fattucchiere. Anche oggi il rospo è utilizzato (non in Italia e in contesti non ritualizzati) e la parte centrale di questo lavoro parla proprio di questo, di come praticamente si estrae e si usa l’allucinogeno del rospo. Oltre a questo testo, il lavoro comprende un’introduzione sugli aspetti culturali legati al rospo psichedelico nelle società tradizionali e in Occidente, una scheda sugli agenti psicoattivi ed una bibliografia specifica.

    2.30
    Editore : Nautilus
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    Per una storia della canapa indiana in Italia 1845-1948

    A seguito della scoperta di documenti inediti del secolo scorso, torna alla luce l’origine del rapporto dell’Italia moderna con la cannabis indica (marijuana). Un pezzo di storia della medicina italiana del tutto rimosso; un corposo insieme di esperienze, di studi e di terapie mediche con la cannabis affatto secondario all’interesse nei confronti di questa pianta. Milano è il fulcro delle prime autosperimentazioni (sin dal 1847), dei primi “viaggi” e dei primi tentativi terapeutici a base di hashish. Vi sono coinvolti i più eminenti nomi della classe medica di quei tempi: Giovanni Polli, Carlo Erba, Andrea Verga, Cesare Lombroso, Filippo Lussana, ecc. Per la prima volta in forma integrale vengono presentate le descrizioni delle esperienze personali lasciateci da questi primi “psiconauti” cannabinici, intrise di entusiasmi, di speranze, di innocenza, di poesia. Il testo prosegue con l’esposizione di altri eventi occorsi nel corso di un secolo, nel tentativo di offrire un contributo alla conoscenza della storia italiana della canapa indiana, indispensabile per una corretta visione e per una coerente soluzione della problematica “questione cannabis”.

    Giorgio Samorini

    11.00
    Editore : Nautilus
    Autore : Giorgio Samorini
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    Le droghe nella vita e nell’opera di P. K. Dick

    La critica letteraria ha tramandato un’immagine di P.K. Dick corrispondente a quella di un esperto di droghe, che spesso componeva le sue opere sotto i loro effetti. Se questa immagine è vera relativamente ai farmaci e alle amfetamine, per quanto riguarda gli allucinogeni sembra che le sue esperienze non siano state frequenti. Tuttavia gli effetti delle droghe erano funzionali ai temi delle sue opere, in particolare al concetto di realtà e tempo e al fenomeno religioso in senso generale. Il presente testo individua le droghe che l’autore ha o avrebbe utilizzato durante la sua vita (amfetamine e derivati, LSD, mescalina, funghi, fenciclidina, protossido di azoto, cannabis e altre sostanze) e raccoglie i riferimenti alle droghe contenuti nelle sue opere (LSD e derivati ergotici, mescalina, funghi, droghe traslazionali, droghe temporali, droghe della realtà, droghe di specifiche attività mentali, droghe dell’esperienza religiosa, droghe dissocianti, droghe stimolanti e altre droghe), contestualizzandole con dati esplicativi perlopiú non disponibili durante il periodo in cui l’autore scriveva.

    Gianluca Toro

    13.00
    Editore : Nautilus
    Autore : Gianluca Toro
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    Che cosa sappiamo davvero dei grandi pensatori della storia? La cultura istituzionale, i ritratti fatti da artisti e biografi ufficiali, i professori a scuola e in università ce li hanno sempre presentati come pedanti uomini dalla lunga barba bianca, impegnati a sondare i meandri dell’Essere tra tomi polverosi e attività noiose. Ma se qualcuno ci dicesse che il mito della caverna di Platone è il prodotto di una visione dovuta a una bevanda allucinogena, che il Superuomo era drogato dai farmaci di cui abusava il suo Nietzsche e che alcuni dei testi più importanti di Sartre sono stati scritti ingoiando dieci pasticche di anfetamina al giorno? In fondo, la via per raggiungere la verità è spesso fatta di deviazioni stravaganti. Alessandro Paolucci ci conduce in un curioso viaggio nella filosofia attraverso le sostanze consumate dai suoi più eminenti protagonisti: dagli esperimenti con l’hashish di Walter Benjamin a quelli con la cocaina di Sigmund Freud, dalla probabile tossicodipendenza dell’imperatore-filosofo Marco Aurelio all’Lsd che Ernst Jünger assumeva insieme all’amico Albert Hofmann. Paolucci scrive una vera e propria contronarrazione psicotropa del pensiero occidentale, muovendosi tra le epoche e i continenti, tra le cerimonie dei Misteri Eleusini cui ebbe probabilmente accesso Platone – durante le quali i partecipanti andavano in trance sorseggiando il misterioso ciceone – e l’Hotel della Posta di Rapallo nelle cui stanze Friedrich Nietzsche «curava» la sua emicrania stordendosi di oppiacei, fino a raggiungere il deserto della Death Valley teatro dei trip del visiting professor Michel Foucault. “Storia stupefacente della filosofia” è nel contempo un compendio di idee rivoluzionarie e un’accurata ricostruzione biografica del lato più umano della speculazione teorica. Il racconto delle avventure (e disavventure) lisergiche che le più eccelse menti di tutti i tempi hanno affrontato mentre si spingevano oltre le colonne d’Ercole dell’immaginario con ogni mezzo e a ogni costo; compresa la repentina fuga dall’allucinazione di un’aragosta gigante.
    Editore : Il Saggiatore
    Autore : Alessandro Paolucci
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    Autore: Silvio Pagani

    Titolo: Funghetti

    Prefazione: Giorgio Samorini

    Collana: Enteogeni | 2

    Formato: 11,5×16,5 cm

    Pagine: 80

     

    “Spiriti della foresta e della natura, folletti, gnomi, carne degli dei o prestabiliti catalizzatori psichici, comunque i funghetti e i loro effetti siano stati considerati dalle più svariate culture umane, sono stati sempre vissuti come portatori di benessere psichico e fisico, come riequilibratori generali del sistema mente-corpo”

    Un classico della letteratura psichedelica italiana, pubblicato agli inizi degli anni‘90 e ristampato innumerevoli volte. Scritto in prima persona da Giorgio Samorini con lo pseudonimo di Silvio Pagani, narra il percorso che ha portato all’individuazione in Europa settentrionale e poi in Italia di un fungo con proprietà psicoattive, lo Psilocybe semilanceata, in seguito diventato il “funghetto magico” per eccellenza. Dall’arco alpino fino all’Appennino meridionale, Pagani ha mappato la sua presenza, viaggiando in moto, con una tenda attrezzata a mini-laboratorio di campo.

    Silvio Pagani

    10.00
    Editore : Edizioni Anima Mundi
    Collana : Enteogeni
    Autore : Silvio Pagani
    Anno : 2021
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    Fin dal più antico passato l’uomo si è servito degli allucinogeni per compiere attività che quasi sempre erano legate alla sfera della divinazione, nella mistica, della magia. Naturalmente vi è una grande differenza, sul piano culturale, tra l’uso degli allucinogeni nella nostra società, con quello che invece ha segnato la storia di popoli di natura o di grandi civiltà che hanno fatto della “droga” uno strumento rituale correlato al sacro e alla visione mistica.

    Questo libro offre una panoramica sull’uso degli allucinogeni nel tempo e nello spazio, ponendone in evidenza soprattutto gli aspetti antropologici e suggerendone un’interpretazione che sappia osservarne le valenze simboliche e legate all’universo del mito, del sacro, della visione.

    7.50
    Editore : Xenia
    Anno : 2011
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    Il problema delle droghe psichedeliche, principalmente dell’lsd, è uno dei più scabrosi del nostro tempo.

    Il discorso di Watts in questo libro si basa sulle sue esperienze con la droga, delle quali offre un resoconto unico. La sua perorazione, tuttavia, non è intesa per spezzare una lancia in favore dell’uso della droga, bensì per esortare, con un approccio libero da preconcetti e pregiudizi, a una valutazione del fenomeno della droga nei suoi aspetti culturali oltre che clinici.

    Avventure nella chimica della coscienza – Prefazione di Timothy Leary e Richard Alpert

    5.16
    Editore : Astrolabio - Ubaldini
    Anno : 1980
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    I maestri dell’umanità

    In Sciamani Graham Hancock tenta risposte e spiegazioni all’enigma delle origini della conoscenza, avventurandosi in un viaggio nel regno del soprannaturale.

    Partendo dall’Europa, sulle tracce dei dipinti delle caverne preistoriche, per spingersi in Africa, nella culla dell’umanità, Hancock approda in Amazzonia dove, in compagnia di alcuni sciamani, sperimenta l’ayahuasca, una potente pianta allucinogena in grado di condurre fuori dal corpo nel mondo degli spiriti e provocare visioni di esseri soprannaturali, incredibilmente simili a quelli raffigurati nelle pitture rupestri…

    Alla luce di tali esperienze sorgono domande affascinanti, ma anche inquietanti. È possibile che le allucinazioni rimandino a una dimensione parallela? Gli esseri soprannaturali evocati sono forse gli «antichi maestri» dell’umanità? Si tratta di creature aliene? E’ possibile che l’evoluzione dell’uomo sia qualcosa di diverso da quanto ipotizzato da Darwin, e abbia invece un fine, un senso profondo che a malapena riusciamo a intuire?

    Editore : Tea Edizioni
    Anno : 2009
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    Con il titolo Avvicinamenti, Ernst Junger radunò nel 1970 annotazioni di vario genere intorno alle sue esperienze con le droghe e con gli stati alterati di coscienza. Un resoconto intenso e senza reticenze, per il quale all’ epoca fu sottoposto a un’ indagine giudiziaria. Nelle sue confessioni l’ impenitente “psiconauta” configurava una fenomenologia dei diversi tipi di alterazione psichica che si possono provare con le droghe: l’ eccitazione, provocata da caffeina, tabacco e anfetamine; l’ ipnosi, da barbiturici e sonniferi; l’ ebbrezza, da alcol, etere e cloroformio; l’ euforia, da oppio e cocaina; l’ allucinazione, da marijuana, mescalina, psilocibina e Lsd. Specialmente quest’ ultima sostanza – la dietilamide dell’ acido lisergico – attira l’attenzione di Junger, interessato a conoscerne la potenza allucinogena e gli effetti sulla creatività artistica.

    Ancora ignaro del problema sociale che la droga sarebbe diventata, egli presenta la propria esperienza nella forma sublimata di un’ avventura spirituale: la droga quale chiave per accedere ai labirinti dell’ anima, per entrare in certi enigmi dell’ universo.

    All’ obiezione secondo cui la droga procura soltanto il surrogato di esperienze sostanziali, Junger replica: «E che cosa mai non è un surrogato su questa terra?» Dunque egli respira a pieni polmoni l’ aria eccitante dell’ insolita avventura, ma ne subodora pure l’ estrema pericolosità: un viaggio a latitudini così rischiose è uno slancio nell’ ignoto che scuote i cardini dell’ esistenza, un “furto prometeico” che richiama l’ estremo castigo del non essere.

    Editore : Guanda
    Anno : 2006
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    Il carteggio fra lo scrittore e filosofo tedesco Ernst Jünger (1895-1998) e il chimico svizzero scopritore dell’LSD Albert Hofmann (1906-2008) si estende per circa mezzo secolo, precisamente dal 1947 fino alla morte di Jünger.

    I due si conoscono per via epistolare, si telefonano, si incontrano e faranno dei viaggi insieme, ad esempio nello Sri Lanka e a Creta. Ma a questi viaggi si devono aggiungere anche quelli legati agli esperimenti con le droghe, che in entrambi i casi porteranno a opere letterarie divenute dei classici sull’argomento. Pensiamo, nel caso di Jünger, ad Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza (1969), e per Hofmann a LSD, il mio bambino difficile. Riflessioni su droghe sacre, misticismo e scienza (1979).

    Nel presente epistolario, uscito di recente in tedesco e che si pubblica qui per la prima volta in italiano, è possibile vedere in presa diretta la genesi esistenziale e quotidiana delle riflessioni di ognuno dei due personaggi, il filosofo-narratore (ma anche entomologo, conoscitore di botanica, etnografia, morfologia) e lo scienziato erudito appassionato di libri e di letteratura.

    I loro ragionamenti riguardo all’LSD – ma anche riguardo a diverse altre sostanze psicotrope o stupefacenti, come ad esempio i funghi messicani – vanno largamente oltre la dimensione ludica o meramente autodistruttiva, e prospettano un’alternativa all’esistenza comune, piccolo-borghese, accendendo uno stimolo verso una diversa forma di conoscenza.

    Entrambi vissuti oltre i cento anni, Jünger e Hofmann mostrano come attraverso gli allucinogeni sia possibile aprire un accesso alla dimensione del viaggio nel solco della «veggenza», la stessa che Rimbaud riassumeva nel suo «I veri viaggi sono immobili»; una dimensione che, nonostante il consumo di massa dagli anni della psichedelia in poi, lascia intravedere continenti ancora in larga parte inesplorati.

    21.00
    Editore : Giometti & Antonello
    Anno : 2017
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    A Viricota, nei montuosi deserti del Messico, dove non esiste impronta d’uomo e di civiltà e dove tutto è sacro, fiorisce il peyote. Sarebbe troppo semplice dire che è una pianta del deserto, una droga o un allucinogeno. Il peyote è un dio. Insieme con il mais e il daino forma una triade mistica che è alla base di un complesso cerimoniale primitivo, la cui conoscenza è destinata forse a schiuderci l’enigma di antiche popolazioni che passarono un giorno sulla terra, simili a dèi, prima che le loro tracce andassero cancellate e disperse dalla “civiltà”.

    Gli huicholes, che tra gli indios mesoamericani sono quelli che hanno potuto salvaguardare più a lungo l’integrità dei loro riti, raccolgono annualmente il peyote dopo un’estenuante marcia che è un pellegrinaggio sacro, una progressiva “divinizzazione”. Nessuno ha mai partecipato al viaggio sacro di questi indios.

    Nessuno, prima di Fernando Benítez, ce lo ha mai raccontato.

    13.00
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2011
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    Antonin Artaud cercava, in Messico, i Tarahumara – la «razza degli uomini perduti» – e, introdotto nella tribù, si troverà rovesciato e quasi inchiodato per sempre «dall’altra parte delle cose», che era già la condizione naturale della sua coscienza e il suo destino.

    Racconterà questo viaggio in Al paese dei Tarahumara, il suo libro più prezioso, scritto sulla superficie di un metallo abbacinante.

    Qui si trovano i suoi testi più difficili e più ricchi, dove nessuno schermo copre più la sua voce e ogni pretesto deviante è ormai caduto.

    12.00
    Editore : Adelphi
    Anno : 2009
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    Questo libro è il risultato di decenni di ricerche medico-scientifiche condotte dall’autore nei campi della psichiatria, delle filosofie orientali, delle tecniche sciamaniche, dell’uso terapeutico delle sostanze psichedeliche.

    La respirazione olotropica è una tecnica di autoesplorazione che mobilita il potenziale di guarigione spontanea della psiche.

    Come nel procedimento fotografico dell’olografia ogni parte della lastra contiene l’intero fotogramma (òlos è parola greca che significa appunto ‘tutto’, ‘tutto intero’), così, secondo la nuova cartografia della mente tracciata qui da Stanislav Grof, l’espressione ‘mente olotropica’ indica la coscienza del singolo che include non solo la biografia postnatale, ma anche altri due livelli: quello perinatale e quello transpersonale, per mezzo del quale la nostra coscienza può avere accesso a ogni aspetto dell’universo, alla sfera degli archetipi e al mondo del mito.

    Editore : Red Edizioni
    Anno : 2007
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    In questo libro, Stanislav Grof propone una nuova visione della psiche basata sullo studio degli stati non ordinari di coscienza, quelle condizioni che permettono all’essere umano di rivivere i traumi della propria vita e di scioglierli, liberandosi da disturbi fisici ed emotivi accedendo alla dimensione transpersonale e cosmica della coscienza. Grazie a più di mezzo secolo di ricerche con le sostanze psichedeliche (in particolare l’LSD) e con la Respirazione Olotropica, Grof è riuscito a formulare un quadro dettagliato sull’origine delle dipendenze e delle malattie fisiche, analizzandone gli elementi e facendo luce sulle loro cause scatenanti.

    La reale rappresentazione della nascita e della morte nella nostra psiche inconscia e la stretta associazione tra loro potrebbe sorprendere gli psicologi e gli psichiatri ufficiali, perché mette alla prova le loro convinzioni profondamente radicate.

    24.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2015
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    Avventure in realtà non ordinarie

    Lo stato di coscienza in cui viviamo abitualmente ci mette in contatto soltanto con una piccola frazione di ciò che siamo.

    Stanislav Grof è uno dei più importanti innovatori terapeuti degli ultimi quarant’anni, celebre in tutto il mondo, oltre che “padre” della respirazione olotropica (alla base di molte pratiche curative tra cui il rebirthing). Presenta qui la sua autobiografia nella quale racconta i suoi “incontri con uomini straordinari”. Ed ecco in magica sequenza apparire figure quali Joseph Campbell – il grande storico delle mitologie e creatore del “concept” di Guerre stellari – o il leggendario fondatore del Siddha yoga, Nityananda (ultimo erede del tantrismo shivaista), l’antropologo Michael Harner, il presidente della repubblica ceca Havel o l’anziano sciamano, dall’incredibile personalità, della tribù india degli Huichol.

     

    12.00
    Editore : Feltrinelli
    Anno : 2016
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    25 anni di sogni con la medicina

    Da qualche anno, l’ayahuasca è sbarcata in Europa. L’ayahuasca è un decotto, composto da una liana e dalle foglie di un’altra pianta, che ha effetti non solo psicotropici, ma soprattutto di guarigione fisica e psichica. Già descritta negli anni sessanta da Allen Ginsberg e William S. Burroughs, ora l’ayahuasca è entrata a far parte stabilmente del panorama psichico metropolitano, dove sempre più sperimentatori delle più diverse età si affidano alle sue virtù curative e alla sua capacità di oltrepassare le “porte della percezione”.

    L’ayahuasca nasce però nell’area della foresta amazzonica, dove viene consumata per scopi rituali da millenni dalle locali popolazioni indios. Tra i “bianchi” che si sono avvicinati a questa Medicina, un ruolo fondamentale l’ha Peter Gorman, già giornalista e direttore di “High Times”, che a partire dagli anni ottanta si è progressivamente insediato nella giungla, sperimentandola sotto la guida di un maestro sciamano.

    L’Ayahuasca nel mio sangue è la storia della sua incredibile iniziazione, che ha progressivamente trasformato l’autore in un potente guaritore. Gorman utilizza le sue capacità di giornalista d’inchiesta per costruire un libro che ricorda molto da vicino il primo Carlos Castañeda. Un racconto che è già diventato negli Stati Uniti “il” classico per eccellenza su questo tema.

    20.00
    Editore : Shake Edizioni
    Anno : 2015
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    Alla ricerca del vero albero della conoscenza

    “Il cibo degli dei” presenta una delle teorie più affascinanti e rivoluzionarie sulla nascita della coscienza e della cultura umana. Dai dimenticati altopiani africani fino ai recessi della foresta amazzonica, McKenna va alla ricerca dell’originale albero della conoscenza per ricostruire una storia dell’evoluzione dell’uomo basata sul primordiale rapporto che ci lega al regno vegetale.

    I funghi e le piante psicoattive non furono delle mere insidie lungo il cammino verso la civiltà, bensì degli alleati che i primi uomini scoprirono e di cui si servirono per salire la scala evolutiva: linguaggio, arte e religione – l’accesso al piano spirituale e trascendente – furono mediati e resi possibili dalla relazione arcaica e quasi simbiotica tra uomini e allucinogeni vegetali.

    McKenna affronta inoltre il modo in cui il desiderio umano di nutrirsi del “cibo degli dei” diventi, nel mondo moderno, una piaga sociale: alcool, zucchero, caffè e tabacco, fino ai derivati dell’oppio e alla cocaina, hanno reso la nostra relazione con le piante psicoattive un problema che non avrà soluzione.

    Solo l’esplorazione del nostro originario rapporto con il regno vegetale permetterà di recuperare la via della comprensione sciamanica, del rispetto della natura e della consapevolezza di sé.

    16.00
    Editore : Piano B
    Anno : 2019
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    Sciamanesimo e scienza nell’uso degli psichedelici, quale ponte verso nuovi confini della psiche umana.

    Nella via sciamanica le piante psicotrope hanno da sempre ricoperto un ruolo fondamentale. L’autore ne ripercorre il ruolo e la storia per proporre la ripresa della ricerca sugli psichedelici come buona medicina che, giustamente studiata e monitorata, possa aprire nuovi confini alla salute e alla psiche degli uomini, aiutandoli anche nel passaggio tra vita e morte.

    Il libro affronta alcune fasi salienti di tale percorso, passando dai Misteri di Eleusi, alle scoperte dell’LSD e dell’etnomicologia, fino a Castaneda e al moderno sciamanesimo.

    16.50
    Editore : Venexia Edizioni
    Anno : 2007
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    Il DNA e le origini della conoscenza

    Questo affascinante studio di antropologia ed etnofarmacologia, combina un’avventura personale presso gli indiani Ashaninca a un’analisi rivoluzionaria sul sorgere dell’intelligenza e della coscienza negli schemi evolutivi dell’universo.

    Narrato in prima persona, il libro illustra come gli sciamani siano in grado di ottenere informazioni verificabili scientificamente grazie a stati alterati di coscienza raggiunti con l’uso di piante psicotrope.

    Ciò ha aperto nuove prospettive sulla biologia, l’antropologia e i limiti del razionalismo, rivelando quanto può essere diverso il mondo intorno a noi se lo affrontiamo a mente aperta.

    19.00
    Editore : Venexia Edizioni
    Anno : 2006
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    C’è chi ha notato che dei quasi 500 gruppi umani studiati nel corso del ‘900 dagli etno-antropologi, solo pochi non dispongono attualmente, per averli soppressi, di sistemi per produrre stati non ordinari di coscienza controllati, ritualizzati, di gruppo. Tutti gli altri sì.

    La domanda è: perché tutti i gruppi umani nella loro evoluzione hanno sentito il bisogno di dotarsi di contenitori di senso e di dispositivi ritualizzati di produzione di stati non ordinari di coscienza? Per almeno tre ragioni.

    Intanto, perché fa parte della caratteristica specifica degli umani non accontentarsi mai di stare dove sono. Come formiche lavorano incessantemente per esplorare il loro ambiente; e quando giungono al limite dell’esplorabile con i loro sensi e le loro facoltà intellettive, e incontrano il mistero, non si arrendono, ma cercano strumenti per oltrepassare il confine, e andare al di là.

    Poi, perché da quella conoscenza gli esperti riportano nella dimensione ordinaria indicazioni e competenze su come lavorare la dimensione dell’invisibile e dell’immateriale; infine, perché un gruppo di umani che fa insieme l’esperienza del transito e del viaggio nell’altra parte del mondo, o che si affida a uno tra loro capace di farlo, si condensa in un coeso, solidale, forte.

    Un noi in cui molte eccedenze, emergenze e bisogni trovano una strada pronta, condivisa, controllata in cui esprimersi.

    18.00
    Editore : Colibrì Edizioni
    Anno : 2011
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    Benché sui Misteri eleusini si sia parlato molto e a lungo, vale comunque la pena di spendere alcune parole per giustificare la presentazione di questo libro. Nei tempi antichi per circa 2000 anni, tutti i mesi di settembre, gruppi attentamente selezionati di iniziandi vennero introdotti ai «Misteri». Era libero di accedervi chiunque parlasse la lingua greca, a esclusione di coloro che si erano macchiati le mani di un omicidio non espiato.
    Gli iniziati rimanevano per tutta la notte nel tempio di Eleusi e ne uscivano poi completamente stupefatti, in virtù di ciò che lì avevano vissuto: secondo alcuni, le loro vite subivano una radicale trasformazione.

    Unanimi sono le testimonianze riguardanti quella notte di esperienza estatica; Sofocle vi si riferisce quando dice: «Tre volte felici quelli tra i mortali che vanno nell’Ade dopo aver contemplato questi misteri; difatti solo a essi laggiù spetta la vita, mentre agli altri tutto va male laggiù». Nessuno conosce il motivo che giustifichi asserzioni come questa, e molte altre simili rintracciabili nei testi antichi.

    È qui che risiede il segreto dei Misteri eleusini.

    Alla soluzione di questo mistero si sono dedicati gli autori del presente libro, tre personaggi di primissimo piano ciascuno famosissimo nel proprio settore: Albert Hofmann, scopritore dell’LSD e autore del libro «LSD, il mio bambino difficile»; Gordon Wasson, esperto di funghi psichedelici e autore di numerosissime pubblicazioni sull’argomento tanto da essere citato in ogni libro sulla psichedelia (sono molte le richieste dei lettori di vedere pubblicato in italiano qualcosa scritto da lui); Carl Ruck, profondo conoscitore della letteratura antica e personaggio che, insieme alle menti scientifiche di Hofmann e Wasson, ha permesso ai tre autori di capire e di ricostruire che cosa è avvenuto a Eleusi più di duemila anni or sono.

    12.39
    Editore : Apogeo
    Anno : 1996
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    In questo saggio sono raccolti e spiegati i racconti mitologici delle più disparate fonti vegetali inebrianti: dagli stimolanti quali caffè, tè, tabacco, coca, ai narcotici e sedativi come le bevande alcoliche e il papavero da oppio, alle fonti visionarie e allucinogene quali canapa, peyote, mandragora, ayahuasca, funghi.

    Con un’osservazione che spazia fra le culture umane attuali e del passato, riemergono le origini siderali della vite, il parto vegetale della prima donna di questo mondo (ayahuasca), i miti che vedono nascere piante inebrianti nel luogo di amplessi umani (tabacco) o divini (kava), o incestuosi (coca), passando per quelli che lo vedono originare dalla tomba di donne morte ingiustamente (papavero) o per mal d’amore (betel), o che originano per volontà divina come fattore salvifico tribale (peyote, iboga).

    Le piante inebrianti sono state ovunque considerate un dono che le divinità fecero agli uomini per permettere la comunicazione con la sfera divina, con il mondo degli spiriti o degli antenati.

    Questa credenza ha portato all’elaborazione del mito d’origine della pianta inebriante, che spiega, motiva, e continuamente fonda la sua esistenza e il suo rapporto causale con l’uomo; un mito più o meno elaborato, a volte ben preservatosi nelle cosmogonie e nelle antropogonie delle popolazioni tradizionali, in altri casi rintracciabile in un racconto, una novella o un semplice aneddoto, come forma residuale folklorica degli antichi miti.

    15.00
    Editore : Edizioni Studio Tesi
    Anno : 2016
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    Dai culti del Brasile alla psiconautica di frontiera

    Nelle profondità del Brasile, da diversi secoli un culto religioso impiega una fonte visionaria – la jurema – ricavata da alcuni alberi del genere Mimosa. Fra tutti gli esseri viventi, queste piante producono di gran lunga le più elevate quantità di DMT, un potente allucinogeno.

    Dalle popolazioni native, culla originaria di questa pratica visionaria, la jurema si è in seguito trasformata nei moderni culti di possessione afro-brasiliani. Il culto della jurema conta su proprie divinità (le Orixà) e specifiche pratiche di trance-possessione.

    Dopo aver ripercorso queste pratiche nei suoi aspetti storici, etnografici ed etnobotanici, nella seconda parte del libro Samorini sviluppa un vero e proprio innovativo Manuale di psiconautica, incentrato sul ruolo dei MAO-inibitori e la loro sostituibilità. È questa una parte assolutamente di frontiera, che merita veramente l’attenzione di ogni psiconauta.

    15.00
    Editore : Shake Edizioni
    Anno : 2016
  • PROMO
    Versione Standard

    “Questo è il libro che avrei voluto leggere io prima di provare i funghi magici. Mi sarei risparmiato molti problemi e tanto tempo.”

    Quanti ne prendo? Come? Dove? Funghi o Tartufi? Che differenze ci sono? E la Psilacetina? La musica? Effetti collaterali e controindicazioni? Dove trovarli? E il microdosing? Queste sono alcune delle domande a cui puoi trovare risposta in questo libro.

    The Magic Mushroom User’s Guide è tre libri in uno.

    Il primo libro è una Guida Rapida, poche pagine in cui trovi solo le informazioni indispensabili, utili non solo come introduzione all’argomento, ma comode da rileggere tutte le volte che ti serve una lista riassuntiva dei passi da fare e da non fare.

    Il secondo libro è un approfondimento argomentato della Guida Rapida in cui esploriamo più a fondo questo meraviglioso e magico mondo, con tante notizie utili e interessanti in più.

    Il terzo libro va oltre e ci permette di scoprire come le ricerche scientifiche più avanzate e le più antiche tradizioni spirituali possano avvicinarsi tra loro anche grazie ai funghi. Qui trovi una serie di ricerche originali sui funghi, essenziali per chi vuole nutrire la sua comprensione su cosa siano realmente questi magici frutti della Terra.

    È un testo indispensabile per i principianti e molto utile per i più navigati esploratori degli stati di coscienza e dell’essere. È una guida molto pratica, in cui l’autore dedica ampio spazio anche alle sessioni cerimoniali con i funghi, sia in solitaria che in gruppo.

    “Questo manuale è la scelta perfetta per incontrare i Funghi Sacri; sapere, rispetto e fiducia sono le chiavi per non farsi male e conoscere sé stessi”

    DM Tripson

    17.90 14.99
    -16%
    Editore : Temet nosce
    Autore : DM Tripson
    Anno : 2019
  • Versione Standard

    Timothy Leary studiò a lungo gli effetti della psicolocybina prima e dell’LSD successivamente. La sua tesi è che con giusti dosaggi, in un ambiente protetto, e con delle figure di riferimento (i grandi sacerdoti di cui si parla nel libro) gli effetti della sostanza possono essere benefici.

    Questo testo racconta l’esperienza di sedici “viaggi” psichedelici prima che l’LSD fosse dichiarato illegale. Alla guida di questi viaggi si scoprono alcuni grandi sacerdoti, che in realtà sono stati i personaggi cruciali della storia e della letteratura “off” degli anni Sessanta: William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Aldous Huxley, Alan Watts, Peter Orlovsky, Ralph Metzner…

    Ogni capitolo include anche la lettura di un segno dei Ching relativo al mutamento delle forme viventi e la cronistoria di quel che successe durante lo svolgimento dei diversi viaggi.

    19.00
    Editore : Shake Edizioni
    Anno : 2006
  • Versione Standard

    Riflessioni su droghe sacre, misticismo e scienza

    Sebbene l’Lsd abbia già compiuto più di settant’anni, è tuttora dominante presso l’opinione pubblica una visione distorta di questo principio attivo psicotropo.
    Questo libro del suo scopritore contribuisce a fare chiarezza. Ci sono esperienze di cui la maggior parte delle persone evita di parlare perché non si conformano alla realtà quotidiana e sfidano ogni spiegazione razionale. Non sono eventi esterni particolari, bensì accadimenti delle nostre vite interiori, che vengono generalmente respinti come creazioni della nostra fantasia ed esclusi dalla memoria. L’immagine familiare del nostro mondo subisce d’improvviso una trasformazione insolita, stupefacente o allarmante; la realtà ci appare in una nuova luce, assume un significato particolare. Esperienze del genere possono essere leggere e fugaci come un soffio d’aria, oppure fissarsi profondamente nelle nostre coscienze. In questo libro desidero offrire un quadro completo dell’Lsd, della sua origine, dei suoi effetti e delle sue possibilità d’impiego; nonché avvertire dei pericoli che sono associati a un consumo che non tenga conto della natura straordinaria dell’azione di questa sostanza.

    9.50
    Editore : Feltrinelli
    Anno : 2015
  • Versione Standard

    Scritto prima che l’LSD diventasse illegale, questa raccolta uscì nel 1964, quando a occuparsi dell’acido lisergico erano accademici, psichiatri e chimici, e ben prima che scoppiassero negli Stati Uniti reazioni furibonde da parte dei benpensanti e dell’ortodossia scientifica.

    Frutto delle ricerche di scienziati, filosofi e scrittori di fama internazionale (Aldous Huxley, Timothy Leary e William S. Burroughs, solo per citarne alcuni), che sperimentarono su loro stessi gli effetti di questo potente allucinogeno, l’LSD viene presentato come possibile arma di difesa spirituale per sopravvivere all’alienazione della società e come mezzo per poter esplorare terreni sconosciuti del nostro pensiero, quali il sogno e la fantasia, ma ne vengono indagate anche le potenzialità terapeutiche (ad esempio la cura delle malattie mentali e dell’alcolismo), mettendo nondimeno in guardia contro i reali pericoli inerenti al suo uso indiscriminato.

    20.00
    Editore : PGRECO
    Anno : 2020
  • Versione Standard

    Conferenze, visioni e predizioni su come raggiungere il piano divino

    La ricerca sulla Dmt è stata l’asse su cui si è articolato il pensiero di Terence McKenna, il grande visionario psichedelico e tra i più importanti etnobotanici del mondo, che riversa tutte le sue conoscenze in questo libro.

    La Dmt è una triptamina psichedelica presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani. È una molecola che, se attivata, permette all’uomo di spostarsi su piani “altri” della percezione; fino ad esplorare non solo mondi psichedelici, ma anche piani di “altra” realtà, abitati da entità (forse aliene), che nelle modalità “normali” non siamo di in grado di contattare, ma che sembrano esistere, seppur in un altro universo spazio-mondo.

    Con la DMT viaggi attraverso numerosi reami, alcuni bellissimi, altri magici, e altri ancora terrificanti

    12.00
    Editore : Shake Edizioni
    Anno : 2015
  • Versione Standard

    Fino a questo momento, sono state scoperte e utilizzate centinaia di piante psicoattive. Piante allucinogene, afrodisiache, sedative, eccitanti, le cui foglie, fiori o radici, contengono principi attivi largamente conosciuti e apprezzati in ogni latitudine e cultura. Parte integrante nei rituali di molti culti e religioni, utilizzate per curare malattie e lenire sofferenze, le piante psicoattive sono state determinanti nello sviluppo culturale, sociale e materiale del genere umano. Anche il territorio italiano è ricco di questa flora.

    In passato queste piante venivano ampiamente studiate e usate da medici, guaritori, gente comune; su di esse sono nati miti, imposti tabù, fiorite leggende, innalzati roghi. Oggi si utilizzano per lo più per estrarne i principi attivi o sono state soppiantate da sostanze chimiche più efficaci, diffuse e gestite diversamente di un tempo.

    Alcune sono molto note – belladonna, stramonio – altre come la lattuga o la ninfea molto meno, altre ancora, data la bassissima presenza in esse di principi psicoattivi del tutto sconosciute; in ogni caso sempre meno fanno parte del bagaglio di conoscenze diffuse.

    20.00
    Editore : Nautilus
    Anno : 2010
  • Versione Standard

    Storia generale delle droghe

    La stagione di contestazioni e psichedelia degli anni sessanta, gli stati alterati nelle liturgie vediche, le visioni poetiche di Charles Baudelaire, le teofanie delle civiltà precolombiane, i riti sciamanici dei Tarahumara raccontati da Antonin Artaud. L’uomo ha sempre bramato nuove sensazioni, ha sempre cercato nell’estasi il superamento dei propri limiti, ha sempre esplorato stati ulteriori della coscienza. Propulsori della sfera religiosa e collanti sociali, le droghe hanno avuto e tuttora hanno un ruolo centrale in molte culture, perché capaci di riconnetterci con il nostro io più profondo, riunirci con il cosmo o anche solo propiziare il divertimento.

    Il volo magico ci spalanca le porte della percezione, immergendoci nei riti delle più grandi civiltà della storia come dei popoli più nascosti, per fare ordine tra tutti quei saperi che, prima di questo libro, erano tramandati solo per via orale. È, questa di Ugo Leonzio, una sorprendente ricognizione tra pozioni, polveri, miscele, estratti che hanno accomunato streghe, sciamani e sacerdoti delle più diverse culture ed epoche: dalla mandragora al khat, dal mercurio alla canfora, dal protossido di azoto al betel, dalla benzina alle bevande fermentate, dall’arsenico all’etere etilico, fino a mescalina e ayahuasca, peyote e oppio, cannabis e coca, morfina ed eroina. E ovviamente fino ad Aldous Huxley, Albert Hoffman e Timothy Leary, in uno studio pionieristico dei protagonisti dell’era lisergica: oscurate per mezzo secolo, le loro ricerche stanno oggi rifiorendo in un Rinascimento psichedelico che, come racconta Agnese Codignola nella sua prefazione, mette in luce le qualità terapeutiche dell’Lsd e rivoluziona il mondo della medicina occidentale.

     

    24.00
    Editore : Il Saggiatore
    Anno : 2020
  • Versione Standard

    Nel 1953 Aldous Huxley sperimentò in prima persona gli effetti della mescalina, una sostanza allucinogena ricavata da un cactus che i nativi americani usavano nei loro riti sciamanici. Lo scrittore arrivò così a vedere una nuova essenza delle cose, anticipando di decenni le future acquisizioni delle neuroscienze sulle potenzialità della mente umana: esperienze che Huxley avrebbe cercato di spiegare in molti dei suoi scritti successivi.

    Questa antologia raccoglie quei testi, profetici e visionari, tratti sia dai romanzi “Il mondo nuovo” e “L’isola”, sia da saggi come “Le porte della percezione” e “Paradiso e inferno”, sia da articoli, interviste, discorsi, lettere.

    Le parole di Huxley contengono un invito, ancora oggi attuale, a liberarsi (“moksha”, in sanscrito, significa appunto “liberazione”) dai condizionamenti culturali della civiltà ipertecnologica e ad abbracciare una visione del mondo mistica e trascendentale le cui esperienze e percezioni ottenute “nell’altro mondo” possono aiutarci a vivere meglio “in questo mondo”, aprendo alle possibilità di una creatività infinita.

    20.00
    Editore : Mondadori
    Anno : 2018
  • Versione Standard

    Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia di una sostanza stupefacente.

    Gentile Steve Jobs,
    Mi presento: sono Albert Hofmann. Ho appreso dai media che l’Lsd ha favorito la sua creatività all’epoca dello sviluppo della Apple Computers, nonché la sua personale ricerca spirituale. Sarei interessato a saperne di più su come l’Lsd le è stato utile. E oggi, dopo aver da poco compiuto 101 anni, le scrivo per chiederle di sostenere lo studio proposto dallo psichiatra svizzero dott. Peter Gasser sulla psicoterapia unita all’Lsd nei soggetti che soffrono di ansia causata da una malattia mortale. Sarà il primo studio dopo oltre 35 anni sulla psicoterapia con l’Lsd, e sarà sponsorizzato dalla MAPS. Spero che vorrà aiutarci a trasformare il mio bambino difficile in un bambino meraviglioso.
    Cordialmente,
    A. Hofmann

    19 aprile 1943. Albert Hofmann, chimico in forze all’azienda farmaceutica Sandoz di Basilea, inforca la bicicletta e si avvia verso casa. Sembra un giorno come un altro, se non fosse che ha appena assunto 250 microgrammi di dietilammide-25 dell’acido lisergico, un composto da lui stesso sintetizzato nella ricerca di uno stimolante della circolazione sanguigna. Ciò che accade durante il tragitto sconvolge la sua nozione del reale: visioni coloratissime, meravigliose e mostruose, percezioni di realtà parallele, terrori, euforie. E nato l’Lsd.

    Hofmann coglie subito le potenzialità della sostanza, in grado di squassare l’assetto delle sinapsi e portare a una “Ego dissolution”, una tabula rasa dell’io che potrebbe sciogliere traumi, depressioni, emicranie, dipendenze. Per vent’anni sperimenta e contribuisce a diffondere l’Lsd nel chiuso dei circoli scientifici ma anche fuori, nel mondo che sta lentamente uscendo dall’incubo nero della guerra e che si interessa alle possibilità di questo colorato universo lisergico: non solo Aldous Huxley e le sue “Porte della percezione”, ma persino Cary Grant sponsorizza l’Lsd come panacea della stressante vita moderna.

    Forse inevitabilmente, l’Lsd guadagna popolarità e si trasforma. Anche a causa di strani scienziati-sciamani come Timothy Leary, da farmaco diventa droga simbolo della controcultura, icona della “Summer of Love” e ponte verso la trascendenza orientale, tra l’India dei Beatles e la follia psichedelica di Syd Barrett. E così nel 1971 addirittura l’Onu ne mette al bando la sperimentazione e l’uso, relegandolo nel limbo delle sostanze proibite. Ma non sarà la fine: sfruttando tutti i possibili cavilli legali, alcuni ricercatori sparsi per il globo continuano sotterraneamente a lavorarci, mentre le energie creative dell’Lsd influenzano Steve Jobs e gli altri moghul della Silicon Valley.

    19.00
    Editore : Utet
    Anno : 2018
  • Versione Standard

    È possibile immaginare un mondo in cui la depressione è risolta (in due sedute, con l’ayahuasca), anche quella resistente a trattamenti (grazie alla ketamina); dove le dipendenze sono un ricordo: la psilocibina ha lavato via quelle da alcol e tabacco, e l’ibogaina quelle da eroina e cocaina; in quel posto, la paura della morte dei malati terminali è dissolta dall’LSD; mentre il DMT ha aperto le anime a una nuova idea di spiritualità.

    In realtà quel mondo potrebbe essere già qui, sempre che la scommessa psichedelica venga vinta. Gli autori di questo libro tentano di farlo, domandandosi come la psichedelia definisca già oggi la realtà, provando a dire non solo cosa sono queste sostanze ma indagando cosa fanno e cosa potrebbero ancora fare.

    18.00
    Editore : Quodlibet
    Anno : 2020
  • Versione Standard

    Nella consistente letteratura generata dalla sua scoperta a oggi, l’LSD è sempre stato presentato come una via d’accesso privilegiata – e niente affatto spiacevole – a dimensioni della coscienza che generalmente ci sono precluse. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca scientifica più avanzata lavora su virtù molto diverse degli «acidi», a cominciare dalla loro efficacia contro patologie infide quali le dipendenze, l’emicrania, le fasi acute della depressione.

    È una materia densa e al tempo stesso scivolosa, nella quale solo Michael Pollan poteva addentrarsi, affidandosi alla leggerezza, alla precisione e all’ironia della sua scrittura. Ne è venuto fuori questo personalissimo incrocio fra un diario di viaggio e la cronaca di un lungo esperimento, dove Pollan incontra una serie di uomini e donne straordinari – guru veri o presunti, scienziati serissimi, medici di frontiera -, e poi decide di provare in prima persona che cosa intendessero i profeti del lisergico per «toccare dio».

    Scoprendo la luce strana, violenta e terribilmente fascinosa che la sostanza più stupefacente di tutte sembra gettare sul mistero definitivo, quello che tuttora resiste nelle nostre, spesso affannose, ricerche: la mente.

    28.00
    Editore : Adelphi
    Anno : 2019
  • Versione Standard

    Il potenziale curativo della terapia psichedelica

    La vera lingua della psicologia non è il latino, ma l’amore puro. Se non mi sbaglio nel dire che le esperienze qui riportate sono colme di significato, che diventino allora parte della nostra comune consapevolezza, e che possano contribuire al risveglio del lettore

    Viaggio di guarigione è il resoconto dettagliato delle ricerche pioneristiche di Claudio Naranjo sull’applicazione delle sostanze psicoattive nella psicoterapia. Attraverso le esperienze e le testimonianze dei suoi pazienti, Naranjo ci svela il potenziale di cura e di espansione della consapevolezza insito in queste sostanze – MDA, MMDA, armalina (presente anche nell’ayahuasca) e ibogaina – che oggi, a quarant’anni dalla prima pubblicazione di questo libro, stanno attirando sempre di più l’interesse di scienziati, psicologi e ricercatori nel campo della coscienza.

    Per distinguerle dai classici psichedelici come LSD e psilocibina, Naranjo definisce queste sostanze “amplificatori di sensazioni” e “amplificatori di fantasie”, sottolineandone la valenza autoesplorativa e l’efficacia nell’affrontare blocchi e traumi profondi. Il suo auspicio è che si affermi sempre di più un tipo di psicoterapia in grado di portare avanti – con l’ausilio delle sostanze psicotrope – la funzione un tempo svolta dallo sciamanesimo.

    18.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2016
  • Versione Standard

    La Cannabis è sicuramente la pianta più discussa del pianeta: nel corso degli anni è stata bandita, vietata, santificata e poi di nuovo preclusa.

    Stephen Gray, scrittore, fotografo e ricercatore, accompagna il lettore alla scoperta delle origini di questa pianta, considerata sacra da molti popoli indigeni eppure sempre al centro di un eterno dibattito sul suo utilizzo.

    Attraverso le testimonianze di studiosi, ricercatori, coltivatori, sperimentatori, sciamani, artisti e terapeuti, l’Autore svela i segreti che si celano dietro questa versatile pianta, che, se utilizzata nel modo giusto, può essere la chiave per riconnettersi con la parte più profonda e autentica del proprio essere, il cuore. Cannabis e spiritualità è un trattato sulla storia e l’uso della Cannabis, sui suoi poteri magici e curativi, ma soprattutto sulle sue straordinarie capacità di accompagnare l’evoluzione dell’umanità.

    20.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2019
  • Versione Standard

    Questo libro racchiude una di quelle idee che, nella loro semplicità, si rivelano bellissime e vincenti. Brown ha infatti scelto di radunare in un solo volume tutti gli aspetti della cultura psichedelica – dalla musica alla psicologia, dalla meditazione allo spionaggio americano, dalla chimica alla botanica – per consentire al lettore una vera immersione in questo mondo, di cui tanto si parla e poco si conosce.

    Tra il 2006 e il 2014, ha incontrato e intervistato i grandi protagonisti della storia della psichedelia, da Hofmann (inventore dell’LSD) a Posford (noto musicista psy-trance), passando per personaggi del calibro di Grof, Narby e Strassman, ciascuno dei quali ha aperto il suo armadio dei ricordi e condiviso un sapere prezioso.

    Nello sfogliare questo libro ci si ritrova catapultati in un universo fatto di ricerche, sperimentazioni, esplorazione delle potenzialità e dei rischi delle sostanze psicotrope, impedimenti legali, blocchi governativi e perfino indagini della cia.

    22.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2018
  • Versione Standard

    Gli psichedelici come strumenti di espansione della consapevolezza

    Scritto a partire da una conversazione fra Leo Zeff e Myron J. Stolaroff, due pionieri della terapia psichedelica, questo libro è una testimonianza, viva e toccante, dell’amore per gli stati non ordinari di coscienza e per il loro valore terapeutico.

    A partire dagli anni ’60, Leo Zeff ha utilizzato con i suoi pazienti un’ampia varietà di psichedelici, fra cui LSD, funghi sacri, mescalina, MDA, MDMA, armalina (alcaloide contenuto nell’ayahuasca) e ibogaina, ognuno dei quali porta a fare esperienza di mondi distinti dell’essere, sviluppando metodi innovativi per il loro utilizzo in ambito clinico.

    15.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2015
  • Versione Standard

    Torna in una nuova edizione, arricchita da una prefazione inedita dell’autore, uno dei libri più apprezzati sulla natura della mente umana e sul potenziale terapeutico degli psichedelici.

    Resoconto della sperimentazione della DMT, uno degli psichedelici più noti al mondo, condotta all’inizio degli anni ’90 su sessanta volontari, quest’opera ripercorre le varie tappe della ricerca, riportandone difficoltà e risultati, nonché le testimonianze di coloro che ebbero a sottoporsi all’esperimento, concordi nell’affermare che tali sessioni siano state tra le più profonde esperienze della loro vita.

    Dagli incontri con entità intelligenti non umane, in particolar modo “alieni”, alle esperienze di premorte, dalle rivelazioni mistiche all’ingresso nei mondi invisibili, Strassman ci accompagna in un viaggio nelle profondità più inesplorate di questa molecola, una sostanza chimica di origine vegetale ma anche autonomamente prodotta del cervello umano, non a caso definita la molecola dello spirito.

    18.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2014
  • Versione Standard

    Nel 1953 Aldous Huxley sperimentò gli effetti della mescalina, una droga ben nota agli indiani del Messico. In uno stato di allucinazione, lo scrittore arriva a vedere una nuova essenza delle cose, in un mondo in cui le categorie di spazio e di tempo non predominano più e nel quale tutto ciò che gli accade è scisso da ogni sensazione utilitaristica.

    La natura dell’uomo e delle cose appare così sotto una luce nuova, arricchita di elementi altrimenti inconoscibili che Huxley riferisce invitando il lettore a liberarsi dai condizionamenti culturali per aprirsi alle infinite frontiere della creatività.

    12.00
    Editore : Mondadori
    Anno : 2016
  • Versione Standard

    Aspetti generali e storici

    Che le droghe non siano solo sostanze d’abuso problematiche ma anche fonti medicinali, è un dato più o meno acquisito dall’uomo comune. Meno noto è il fatto che anche le sostanze psichedeliche, “rivelatrici della psiche”, quali l’LSD, la mescalina e la ketamina, possono essere usate come medicine, e che sono state e continuano a essere impiegate perfino come “droghe in grado di curare i drogati”.

    Le caratteristiche rivelatrici e visionarie di queste sostanze nel fare emergere traumi e nodi psichici, da oltre un secolo le ha rese strumenti formidabili nei contesti psicoterapeutici per il trattamento degli stati depressivi, dei disturbi ossessivo-compulsivi, delle impotenze e frigidità sessuali, delle isterie di conversione, dell’alcolismo e molte altre patologie psichiatriche e fisiche.

    19.00
    Editore : Shake Edizioni
    Anno : 2019
  • Versione Standard
    Gli studi moderni
    Dopo un trentennio di divieto della ricerca medica nei confronti degli psichedelici, in questi ultimi anni si sta osservando una ripresa di interesse a esplorare queste sostanze come possibili farmaci, con l’avvio di una serie di studi clinici che comportano l’impiego dei funghi allucinogeni nel trattamento della depressione maggiore, delle cefalee a grappolo e del tabagismo, della MDMA (“ecstasy”) nel disturbo da stress post-traumatico, dell’LSD e della ketamina nell’alcolismo.

    19.00
    Editore : Shake Edizioni
    Anno : 2019
  • Versione Standard

    Sciamanesimo e guarigione: dal San Pedro all’Ayahuasca, il mistero delle Sacre Piante dell’Amazzonia

    Alan Shoemaker racconta in questo libro il variegato percorso che l’ha portato a viaggiare dagli Stati Uniti in Ecuador e in Perù, dove vive attualmente, alla scoperta dei segreti del curanderismo e delle piante sacre dell’Amazzonia.

    Un percorso ricchissimo e avventuroso, costellato di episodi e personaggi ai limiti dell’ordinario, che offre al lettore una prospettiva privilegiata sul mondo dello sciamanesimo: non solo rituali, percorsi iniziatici e guarigioni miracolose, ma anche ciò che accade dietro le quinte, le inevitabili contraddizioni e alcuni preziosi consigli per chi desidera intraprendere questo tipo di cammino. Il tutto arricchito da profondi spunti di riflessione e puntuali informazioni scientifiche e culturali.

    Un contributo fondamentale per conoscere più da vicino la cultura sciamanica e il potere delle piante sacre come strumenti di profonda guarigione ed evoluzione spirituale.

     

    16.00
    Editore : SpazioInteriore
    Anno : 2017