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«Ogni giorno dovremmo cominciarlo con piccoli esercizi di ammirazione, di riabilitazione alla gioia. Istituire una sorta di capodanno tra un giorno e l’altro, tra un’ora e l’altra. Dobbiamo scendere molto in fondo a noi stessi e rimanere ben saldi in superficie assieme agli altri. Senza tenere insieme questi due movimenti non c’è intensità, non c’è bellezza.  Adesso per tornare a casa, per tornare assieme nella casa del mondo, ci vorrà una nuova genesi, un nuovissimo testamento.»  Franco Arminio

 

INDICE

per tornare assieme alla casa del mondo

tre letterine dell’ultimo giorno dell’anno

1. tremare un poco assieme

2. arrendersi alla propria solitudine

3. riconoscere la propria stella

poesie del bene grande

il poeta della clemenza di G. Conoci

taccuino

biobibliografia

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato molti libri. Ricordiamo, tra gli altri, Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza, 2008),Terracarne (Mondadori, 2011), Cartoline dai morti (nottetempo, 2010), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori, 2013), Cedi lastrada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (Chiarelettere, 2017), Resteranno i canti (Bompiani, 2018), Per tornare assieme alla casa del mondo (AnimaMundi edizioni, 2018), Manifesto della terza medicina (AnimaMundi edizioni, 2018). Si occupa anche di documentari e fotografia. Come paesologo scrive da anni sui giornali e in Rete a difesa dei piccoli paesi. Ha ideato e porta avanti “La casa della paesologia” a Bisaccia e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.

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Codice Prodotto: 9788897132400 Categorie: , , , Anno 2018 Collana Piccole Gigantesche Cose

Autore Franco Arminio

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Descrizione

titolo: PER TORNARE ASSIEME NELLA CASA DEL MONDO
autore: Franco Arminio
isbn: 97-888-97132-400
collana: piccole gigantesche cose | 3
anno: 2018 | nuova edizione gennaio 2019
pagine: 64
formato: 11,5×16,5 cm

 

dal libro:

Sono moltissimi anni che nel mondo non arriva un anno nuovo. Almeno nel mondo che conosciamo meglio e chiamiamo Occidente. Un anno nuovo è possibile solo se ci muniamo di una nuova filosofia e di una nuova teologia. Non è il nuovo governo la nostra salvezza, non è l’Europa delle banche, non è il circuito lavoro, stipendio, spesa. Dobbiamo seppellire la nostra presunzione di specie e aprire una stagione in cui prendiamo atto che c’è la peste. Questa peste possiamo chiamarla autismo corale. Non uccide, corrode i legami anche quando li alimenta.
•
È veramente penoso vedere come la politica continua a restringere il proprio raggio d’azione spirituale. È un esercizio tecnico in cui il cinismo e la mediocrità vengono scambiati per atti eroici. Non abbiamo bisogno di politicanti che sanno di aria cattiva, che non amano la poesia, non amano i cimiteri, non sono interessati ai tramonti, ai grandi libri, ai gatti. Basta con gli untori dell’opinionismo, quelli che ogni stagione è sempre la loro stagione, quelli che anche con il sole c’è brutto tempo sulla loro faccia.
•
Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore, attenzione ai ragazzi che crescono, attenzione a un muro scrostato o anche a un semplice lampione.
•
Un anno nuovo sarebbe veramente tale se portasse la politica alla poesia e non la poesia alla politica. Il mondo ha bisogno di essere amato e accudito, prima di essere pianificato o portato chissà dove. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.
•
Dobbiamo comprendere che il mondo non è solo nostro e quello che facciamo pensando solo a noi stessi è una forma di suicidio.
•
Un anno nuovo è veramente tale se mettiamo a fuoco un nuovo modo di sentire e di percepire. Ogni giorno dovremmo cominciarlo con piccoli esercizi di ammirazione, con piccoli esercizi di riabilitazione alla gioia. Istituire una sorta di capodanno tra un giorno e l’altro, tra un’ora e l’altra. Dobbiamo scendere molto in fondo a noi stessi e rimanere ben saldi in superficie assieme agli altri. Senza tenere insieme questi due movimenti non c’è intensità, non c’è bellezza.
•
Gli auguri che mi posso fare e che vi posso fare è di attraversare le giornate, poche o tante che siano, ascoltando il dolore nostro e degli altri. Non abbiamo una nicchia in cui ritirarci, siamo su una zattera dentro un oceano. Possiamo abbracciarci, tremare un poco assieme, parlare di questo nostro poco riconoscerci, di questo non saperci abbracciare e tremare un poco assieme. Adesso per tornare a casa, per tornare assieme nella casa del mondo, ci vorrà una nuova genesi, un nuovissimo testamento.

*

arrendersi significa darsi tempo                                                                                       per incontrare le cose, tutte le cose.                                                                                  La resa è una forma altissima di amore

*

non pensarla la gioia, sentila,  è una fioritura nella carne

 

INDICE

per tornare assieme alla casa del mondo

tre letterine dell’ultimo giorno dell’anno

1. tremare un poco assieme

2. arrendersi alla propria solitudine

3. riconoscere la propria stella

poesie del bene grande

il poeta della clemenza di G. Conoci

taccuino

biobibliografia

Alcune poesie tratte dal libro

Seimila anni ho visto sul tuo collo,
sul tuo viso.
Il tuo cuore è pieno di cammini,                                                                                 strade silenziose,
incroci
tra l’età del ferro
e l’età del nulla che c’è adesso.                                                                               Guardo i tuoi occhi antichi che hanno amato il fuoco.

*

Quando nessun essere umano ti cerca
vai a bere a una fontana, accarezza un albero,                                                           guarda le cose che stanno nel mondo                                                                           come se il tuo sguardo potesse salvarle.

*

Punta sulle nuvole
sugli alberi e su altre cose mute,                                                                                    non tue, non vicine,
non addestrate a compiacerti.                                                                                        Punta sulla luce, cercala sempre,                                                                                 infine punta sulla tua follia,
se ce l’hai, se non te l’hanno rubata                                                                                 da piccolo.

 

 

 

Biobibliografia

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato molti libri. Ri- cordiamo, tra gli altri, Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza, 2008),Terracarne (Mondadori, 2011), Cartoline dai mor- ti (nottetempo, 2010), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori, 2013), Cedi lastrada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (Chia- relettere, 2017), Resteranno i canti (Bompiani, 2018), Per tornare assieme alla casa del mondo (AnimaMundi edizioni, 2018), Manifesto della terza medicina (AnimaMundi edizioni, 2018).


Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg
Anno

Autore / Autrice

Tipologia

,

Collana

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